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Torino, Bianchi: "Pochi gol? In A si va con la super difesa"

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Federico Errante
giovedì 10 novembre 2011, 10:24Torino
autore Federico Errante
10.11.2011 10:24Torino
FotoTuttoB.com
© foto di Image Sport

Lezioni d'attacco, sale in cattedra il professor Ventura. Nel Toro dei grandi numeri (l'ultimo, 33 punti dopo quattordici giornate, quanti incassati da Lerda l'anno scorso al giro di boa) che non conosce ostacoli nella cavalcata verso la promozione – è uscito indenne anche dalla seconda strettoia del campionato: 4 punti in due trasferte consecutive –, l'unico pericolo è sedersi sugli allori e sottovalutare piccoli segnali di sofferenza. E lo 0-0 contro il Sassuolo, la terza volta nella stagione in cui i granata non sono andati in gol, si può inquadrare in quest'ottica. Non è un campanello d'allarme e ci mancherebbe: la sfida a Modena è stata una partita a scacchi e anche in occasioni da gol, una per parte, il risultato è stato giusto. Però il confronto tra l'attacco e la difesa del Toro stride: se Ogbonna e compagni sono i migliori della categoria (7 gol subiti, l'anno scorso erano 17), per gol realizzati la squadra di Ventura è «solo» la settima della speciale graduatoria, dopo Pescara (33), Reggina (28), Padova (24), Sampdoria (23), Sassuolo e Nocerina (19).

Il Toro ha realizzato finora 18 reti ed è l'unico dato che non esce stracciato dal confronto con l'ultima stagione, quando il gruppo di Lerda aveva 20 punti, era ottavo - mentre Ventura è in testa e ha un vantaggio di cinque lunghezze sulle seconde – ed era andato in gol in 16 occasioni. Però, un anno fa, gli attaccanti avevano segnato di più: 13 volte grazie a Bianchi (6), Sgrigna (4) e Iunco (3). Con Ventura il pallottoliere è fermo a 12: 5 gol Bianchi, 3 a testa Ebagua e Sgrigna, uno Antenucci. Bianchi rassicura e spiega che il calo è normale. «Segniamo meno perché è cambiato il modo di giocare del Toro – dice il capitano –. In serie A si va se si prendono meno gol, perciò curiamo molto la fase difensiva. Il primo obiettivo è proteggere il centrocampo e i difensori. Per primi lo facciamo noi attaccanti: è giusto così. Non è importante quanto si segna, ma vincere il campionato. I risultati confermano che questa è la strada giusta».

Però, approfittando della giornata in più di lavoro (si gioca domenica), ieri Ventura si è soffermato molto sulla fase offensiva. Lo scopo era testare la mobilità e l'affinità delle quattro bocche di fuoco e provare nuovi schemi sulle palle inattive. Ha cominciato con Bianchi-Ebagua da una parte e Antenucci-Sgrigna dall'altra, poi ha finito con Bianchi-Sgrigna ed Ebagua-Antenucci. Fedele alla rotazione continua, il marchio di fabbrica di Ventura, per sorprendere il Bari accanto a Bianchi potrebbe esserci Sgrigna, anche se l'ultimo precedente è la sconfitta di Gubbio. «Siamo i soldati di Ventura – aggiunge Bianchi – se si vuole vincere il campionato si deve fare così. L'allenatore ci dà le direttive giuste, noi proviamo a metterle in pratica. È questo il nostro segreto: quando scendiamo in campo sappiamo sempre cosa fare».

Nel gioco delle coppie, Bianchi e Sgrigna sono il secondo binomio più impiegato della stagione con 187': hanno giocato insieme in tre occasioni, tutte fuori casa. Bianchi-Ebagua resta il duo più usato con cinque gettoni (367') ed è quello che ha giocato l'ultima sfida all'Olimpico (contro l'Empoli). Terzi sono Antenucci-Ebagua con due (154'), come Antenucci-Bianchi (112') e Sgrigna-Ebagua (111'). Non hanno mai giocato insieme Antenucci e Sgrigna. Se la frenata subita al Braglia sabato scorso ha acceso un campanello d'allarme, Ventura sa come tornare a far rombare il motore della sua fuoriserie.

 

Fonte: lastampa.it

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