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Torino, Bianchi: "Meritiamo un'altra categoria"

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Federico Errante
giovedì 24 novembre 2011, 14:26Torino
autore Federico Errante
24.11.2011 14:26Torino
FotoTuttoB.com
© foto di Giuseppe Celeste/Image Sport

Rolando Bianchi, come vive questa situazione di capitano non giocatore?

«Mi sento come un leone in gabbia. Ho una voglia matta di giocare, ma non posso per una squalifica di tre giornate figlia di una sceneggiata».

Il Toro ha presentato ricorso, quante speranze ci sono di vederla già in campo contro il Livorno?

«Spero in uno sconto, in una clemenza, perché io non ho fatto nulla. Mi auguro che la Corte Federale giudichi a breve. Quando arriverà la convocazione andrò a Roma per ribadire che io Borghese non l'ho toccato e che lui ha fatto una sceneggiata».

Per festeggiare il gol in Bari-Sampdoria, sabato Borghese ha esultato mimando una gomitata e poi svenendo. Cosa ne pensa?

«Non mi interessa quello che ha fatto o detto dopo. Mi interessa solo il calcio giocato: io aspetto la partita di ritorno per batterlo lealmente sul campo».

Da telespettatore che Torino ha visto a Crotone?

«Una squadra che ha giocato con intelligenza e coesione, mettendoci l'anima e la volontà. Quel punto è ottimo, considerando su che campo è maturato e quanto sia difficile la serie B. L'importante è che ci sia sempre la continuità».

L'attacco granata, però, segna poco considerando il potenziale che ha?

«È solo una mancanza di lucidità nell'ultimo passaggio. Ha ragione Iori quando dice che prima bastavano due tiri per segnare e vincere, mentre ora hai 4-5 occasioni e resti all'asciutto».

Qual è l'antidoto?

«Essere più sfrontati, visto che contro di noi si chiudono sempre di più. E poi ci stiamo allenando per migliorare nell'ultimo passaggio e nelle conclusioni».

Tre pareggi di fila sono un campanello d'allarme?

«Attenzione, qui forse molti si stanno dimenticando da dove siamo partiti quest'estate. È giusto valutare tutto e non cercare solo il pelo nell'uovo».

Conoscendo la realtà, c'è il pericolo di vivere nuove montagne russe emozionali?

«Ecco perché ci vuole tanta pazienza e un maggiore equilibrio da parte di tutti. La strada è lunga e noi non abbiamo ancora fatto nulla, ma questi concetti sono alla base del nostro gruppo. Che è coeso e forte».

Duecento tifosi granata vi hanno accolto al Kappa Store nel centro di Torino per festeggiarvi: l'esatto opposto della contestazione di luglio alla Sisport. Che sensazione prova?

«Abbiamo acceso la passione e per questo siamo felicissimi. È la cosa che volevamo più di ogni altra, anche perché il Toro merita un'altra categoria per le emozioni che regala».

Il desiderio di tornare in serie A è di dominio pubblico, ma c'è un altro sogno granata?

«Quello di potermi allenare nel nuovo Filadelfia. Sarebbe l'ultimo tassello per ritrovare lo spirito del Toro, che sta tornando sempre più forte».

Bianchi al Fila vorrebbe dire prolungamento del contratto almeno fino al 2014...

«Sì, ma non ci penso. L'obiettivo, ora, è la promozione».

Fonte: lastampa.it

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