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Torino, Bianchi: "La squalifica? Un'ingiustizia"

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Federico Errante
martedì 15 novembre 2011, 10:39Torino
autore Federico Errante
15.11.2011 10:39Torino
FotoTuttoB.com
© foto di Giuseppe Celeste/Image Sport

Rolando furioso. E adesso appiedato dal giudice sportivo per tre giornate: decisione alla quale il Torino ha già fatto ricorso nella speranza dello sconto di un turno. Dopo il danno, ecco la beffa per Bianchi, espulso domenica sera al 36' del secondo tempo per una gomitata a Borghese che l'aveva maltrattato, impunemente, per tutta la partita. «Sono molto dispiaciuto, per un po' non potrò dare il mio contributo, farò il tifo da fuori», schiuma ancora di rabbia il capitano di Ventura.

Se il bomber del Toro è stato ingenuo, ma comunque colpevole, il fischietto Ciampi ci ha messo del suo per esasperare i granata fin da subito, non concedendo due rigori nel primo tempo a Bianchi e chiudendo un occhio sull'entrataccia di Dos Santos a Sgrigna lanciato a rete: solo giallo per il difensore del Bari.

Per Rolandinho si tratta della prima espulsione in granata, la seconda della sua carriera. L'altra la subì ancora all'Olimpico, ma con la maglia della Lazio, il 27 gennaio 2008. Sarà multato secondo il regolamento del gruppo, ma è l'ultimo dei problemi. «È stata un'ingiustizia – la versione dell'attaccante –. Non ho colpito il mio avversario, non volevo fargli male, ho solo allargato le braccia per proteggermi. Borghese ha fatto tanta scena, in compenso mi ha pestato tutto il tempo. Ho ricevuto tre gomitate, subìto un'infinità di falli e botte. Niente, l'hanno lasciato fare. C'erano anche due rigori su di me nel primo tempo e uno su Sgrigna nel secondo. È stata una partita allucinante».

Bianchi non si capacita della spiegazione che gli ha dato l'arbitro sull'espulsione. «Gli ho detto che non l'ho toccato – dice –. Lui mi ha risposto che era il guardalinee ad aver visto tutto, ma interpellato, il suo assistente ha ridato la palla all'arbitro. Insomma, sembra che nessuno abbia visto niente, eppure mi hanno cacciato. Non sono uno stupido, i nervi li avevo a posto nonostante le continue provocazioni del mio avversario». Che, rivela Bianchi, gli avrebbe riso in faccia quando Ciampi gli ha sventolato il rosso. «Borghese rideva e mi prendeva in giro. Io gli ho detto che è stato scorretto, che non ci si comporta così. La sua reazione è stata quella di insultarmi ancora». Il Toro fa quadrato attorno al capitano, protagonista in passato di altri gesti clamorosi, ma mai contro avversari.

Nel 2009, dopo il pareggio al 94' contro l'Ancona Bianchi quasi si azzuffò a bordo campo con un tifoso reo di averlo insultato ripetutamente: il caso finì con le scuse, la maglia firmata in dono e due biglietti per lo stadio. Quest'anno, ma nel campionato scorso, alla 27ª giornata dopo il gol del 3-1 al Pescara si sfogò platealmente con Lerda, che l'aveva lasciato in panchina dopo un diverbio avvenuto negli spogliatoi. Ma questa è un'altra storia, che semmai rispolvera i tempi in cui dall'ex Comunale gli arbitri uscivano con la scorta, un po' come è capitato a Ciampi l'altra sera, protetto da una decina di steward al momento di abbandonare il terreno di gioco. «Bianchi non è uno che si butta – lo discolpa Stevanovic, protagonista a sua volta dell'espulsione subita dall'uruguaiano Polenta –. Ci sarà stato un motivo se era sempre a terra. L'arbitro ha fatto errori, è vero, ma non pensiamoci troppo».

Intanto, Bianchi salterà uno dei possibili crocevia della stagione nel momento in cui il Toro, reduce da 5 punti nelle ultime tre giornate, ha un po' tirato il freno dopo un inizio da marziani: tornerà contro il Pescara.

Fonte: lastampa.it

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