Torino, Bianchi: "Ecco cosa chiedo al 2012"
Federico Errante
Rolando Bianchi, che effetto fa respirare l'aria dell'alta classifica dopo stagioni difficili?
«Fa un bell'effetto, perché essere già campioni d'inverno a Natale con 41 punti non era prevedibile. Tutto questo, comunque, non ci dà alla testa. Proprio perché conosciamo il passato, è meglio tenere i piedi per terra: si fa in fretta a salire, ma di più a scendere».
È così difficile avere equilibrio a Torino?
«Sappiamo la passione che ci circonda e sappiamo che fare sempre su e giù può destabilizzare. Però quest'anno abbiamo tutti ragazzi con valori importanti e i giovani sono quelli che mi hanno stupito maggiormente».
Da leader della B, chi dovete temere nel ritorno?
«Il Sassuolo è forte e il Verona sta facendo bene, ma la Samp uscirà da questa situazione. Una squadra con una storia del genere non può stare lì».
Anche voi dopo la retrocessione avete fatto fatica...
«Vero, anche se noi eravamo partiti benissimo nel 2009. Poi c’è stato un calo che non abbiamo ancora capito e un ritorno pazzesco con Colantuono, dove s’è sfiorato il miracolo. Le stagioni sono particolari: sei retrocesso e i tifosi pretendono subito la promozione. Invece servono programmazione, tempo e pazienza: vincere non è mai facile».
Pazienza, programmazione, tempo: il Toro ha finalmente queste qualità?
«Il meccanismo è ben avviato, ma ci manca ancora il ritorno. Come si dice a Bergamo, “l'è a mo’ longa”. È ancora lunga, ma dobbiamo mantenere questa concentrazione, questa umiltà e questo spirito».
Archiviamo questo 2011, il giorno più bello?
«Natale, con la famiglia».
E quello più brutto?
«La sera dell'incidente al pullman: vedere morire due ragazzi della tua età è qualcosa di orrendo e choccante. Immagini di essere tu in quella macchina e ti vengono tanti pensieri. Una cosa così ti cambia la vita».
Hanno arrestato gli autori di quell'incidente. Almeno questo regala un po' di sollievo?
«Sì, perché non puoi togliere due vite e non pagare dazio. È stato assurdo: questi sono scappati, avevano la coscienza sporca. Ora devono pagare pesantemente. Noi invece aspettiamo Paolo alla Sisport».
Se le dico Padova, che cosa le viene in mente?
«Di tutto e di più. Penso al primo gol fatto nel 2011, il più bello della stagione, ma anche a quella strana partita interrotta dal blackout».
Col Padova, ha vissuto il momento più brutto da capitano del Toro?
«Sì, con i mancati playoff. Vedere tanti tifosi arrabbiati e delusi mi ha toccato molto, ma quando si cade bisogna rialzarsi».
Lei ha ancora voglia di Toro?
«Qua sto bene e mi piacerebbe riportare il Toro dove merita, poi faremo le valutazioni. Magari sarà il Toro ad essere stanco di me...».
E se la chiamano dalla A?
«Torino è importante e vale la serie A. Però mi manca quel campionato e rimettermi in discussione lì può far presa. Io, però, non valuto le ipotesi, ma la realtà. Che dice Toro».
E allora, che non si veda mai più Bianchi in serie B...
«No, mai più il Toro in B. Se Bianchi non ci va più è una cosa bella, ma prima c'è il Toro».
Cosa vorrebbe dal 2012?
«Di ritrovare il gol: è la mia vita. Quando non segno sto male, ma so che arriverà. Poi mi mancano poche reti per raggiungere Loik ed entrare tra i primi 10 realizzatori del Toro».
A proposito di storia, Ventura dice che potete scriverla voi...
«È un pensiero che ci stuzzica e ci carica: sarebbe bello entrare nel cuore della gente con un risultato che tutti vogliono centrare».
Il nuovo anno può portare la Juve in regalo?
«Non solo speriamo di giocare il derby, ma di vincerlo. Sarebbe una grande soddisfazione, ma ora pensiamo alla B».
Lei è bergamasco e ha giocato con Doni nell'Atalanta. Che cosa pensa della vicenda scommesse?
«Ho grande stima in Cristiano, lo conosco e mi dispiace per quello che è successo. Poi, per giudicare devo sentire le due campane, ma se ha fatto qualcosa di grave è giusto che si assuma le responsabilità».


