Torino, Bianchi condiziona il mercato
Francesco Rossi
I tifosi minacciano «Se non resta...»
Suona banale, ma è la realtà: il mercato del Toro dipende dal futuro di Rolando Bianchi. Su di lui è forte il richiamo dei club di A (in prima battuta l’Udinese, poi Napoli e Parma), che per il bomber ventisettenne nel pieno della carriera rappresenterebbe il palcoscenico ideale. Di fronte a un’offerta congrua (6-8 milioni di euro), sia Rolando sia la società avrebbero seri problemi a declinare. L’offerta però al momento non c’è e il nodo-Bianchi rischia di rallentare il mercato in entrata, soprattutto per quanto riguarda le scelte legate al reparto offensivo. «Fino a quando non conosceremo il futuro di Rolando, e la cosa avverrà nel giro di pochi giorni - garantisce il ds Gianluca Petrachi -, non andremo a bloccare altri attaccanti. Martinetti, Mastronunzio, Sgrigna? Ottimi giocatori, ma se Bianchi dovesse rimanere non avrebbe alcun senso prenderli».
Le parole di Petrachi lasciano aperta una speranza per i tifosi: perché mai la società dovrebbe rinunciare a far la corsa sui bomber più in vista del momento, sapendo per certo di dover fare a meno di Bianchi? Un altro aspetto è legato al rapporto speciale che il capitano ha instaurato con il popolo granata: Rolando continua a pubblicare sul suo sito ufficiale centinaia di messaggi d’amore, che con il passare del tempo da semplici «grazie e buona fortuna» si stanno trasformando in richieste sempre più pressanti: «Se Bianchi se ne va bruceremo la città».
Petrachi, tra l’altro, ha sempre detto che un aspetto importante, per chi deciderà di abbracciare il nuovo progetto, sono la volontà di restare e le motivazioni: e il capitano (anche se non apertamente) avrebbe manifestato il desiderio di rimanere. Certo il suo ingaggio, 1,2 milioni netti a stagione, è da A, ma il presidente Urbano Cairo potrebbe fare un’eccezione per tenere il suo uomo-simbolo, che tanto stima sul piano umano.
Bloccato sul fronte della punta, Petrachi lavora sui prestiti e sulle comproprietà: oggi o domani incontrerà i dirigenti del Bellinzona per verificare la fattibilità dello scambio Diana-Russotto, che porterebbe a una soluzione ottimale per entrambi i giocatori. Il ds vuole inoltre discutere con il Siena per il riscatto della metà di Agostino Garofalo e per riavere il centrocampista Gael Genevier, tornato in Toscana dopo la fine del prestito: «Potessi lo terrei più che volentieri, è perfetto per il 4-2-3-1 di Lerda». Modulo in cui, per caratteristiche, non troverà più spazio Pestrin: «Manolo è un ottimo giocatore - dice Petrachi -, mi ha dato tanto e ci tengo davvero a ringraziarlo per quello che ha fatto qui in sei mesi». Nessun interesse invece per Magnanelli e Iori: «Sono due metodisti che esprimono le loro migliori qualità in un centrocampo a tre».


