Torino, benzina verde nel primato
Federico Errante
Così diversi, così simili. Di nuovo protagonisti con una maglia che negli ultimi anni sembrava maledetta. Sono i giovani, da sempre il serbatoio e anche un po' il vanto della storia granata. Con Ventura sono tornati di moda. Clamorosamente. Il Toro ha ritrovato la sua linfa vitale e ha ripreso a volare: non è un caso. Non inganni l'età media della rosa, che con 26,6 è la più seconda più alta tra le 22 squadre. Quest'anno l'eccezione sono i »vecchietti», come i 34enni Parisi e Zavagno e i 33enni Coppola e Morello. Gli under 30 sono venti su ventisette, gli under 22 sei. Ma in attesa che sbocci Chiosa, il più giovane con 17 anni, sono cinque gli enfant prodige di Ventura.
Il primo è Matteo Darmian, il più maturo del gruppo: faccia d'angelo e scuola Milan, che gli ha insegnato una rigorosa disciplina in campo e fuori. Il terzino ha esordito in serie A a diciassette anni grazie a Carlo Ancelotti (Milan-Udinese 2-3). Il suo opposto è Alen Stevanovic, 20 anni, passaporto svizzero ma sangue serbo. Ha la testa più calda di tutti, i compagni lo definiscono naif, uno fuori dagli schemi. Era un pupillo di Mourinho, che lo fece esordire il 9 gennaio 2010 a 19 anni (InterSiena 4-3). Dopo la sbandata dell'anno scorso (fallimento con Lerda e prestito in Canada al Toronto), Ventura l'ha riabilitato. Il risultato? Primo gol da prof e già tre assist. A Verona ha riposato: «Non aveva mai giocato così tanto», spiega l'allenatore. Ora è di nuovo pronto a conquistarsi il posto.
Contro la Juve Stabia spera di tornare in campo anche Oduamadi, appena rientrato dall'amichevole Ghana-Nigeria. A luglio Ventura manco si ricordava il nome: era più preoccupato a rinforzare i suoi esili muscoli. Odu, come lo chiamano tutti, forse ha sbalordito più di tutti perché è stato il meno atteso. All'inizio, il Toro che faticava si è aggrappato a lui. Ad Ascoli ha segnato a tre minuti dal termine il gol che ha permesso ai granata di completare la rimonta. Nella partita successiva l'ha tradito la troppa voglia di giocare: è rimasto in campo 82' nonostante già nel primo tempo avesse accusato, confesserà poi, un fastidio alla coscia: oltre un mese di stop.
Il quarto è Verdi. Ha diciannove anni ma ne dimostra meno. Timido fuori, arriva all'allenamento accompagnato dalla mamma. Ma in campo si trasforma: dribbling secchi, un pizzico d'egoismo, visione di gioco. Verdi ha giocato in tutte le giovanili azzurre tranne l'Under 21, il suo prossimo obiettivo. Il quinto è Suciu. Ha esordito in A a 19 anni con Camolese (Roma-Torino 3-2), ma un grave infortunio al crociato del ginocchio sinistro l'ha presto frenato. A Marassi è passato dalla gioia al dolore in pochi minuti: prima il gol dell'1-1, poi lo scoramento per lo stiramento alla coscia stirata.
E' quasi pronto. Suciu è l'unico dei cinque under 22 ad essere di proprietà. Se vuole avere un futuro, il Torino sa cosa deve fare: acquistarli in fretta. La fila ai suoi campioncini è appena iniziata.


