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TORINO-ASCOLI: LE PAGELLE GRANATA

autore
Gaetano Mocciaro
mercoledì 24 marzo 2010, 07:01Torino
autore Gaetano Mocciaro
24.03.2010 07:01Torino
FotoTuttoB.com
© foto di Alfonso miranda

SERENI 7 – Inoperoso per tutto l’incontro, poi viene chiamato in causa all’ultimo secondo. Ed è decisivo. Lucido all’ultimo secondo a sventare una botta ravvicinata dei bianconeri.

 

D’AMBROSIO 6.5 – Pensare che fino a qualche mese fa questo esterno calcava i campi polverosi di Seconda Divisione fa pensare che molti addetti ai lavori abbiano il prosciutto sugli occhi. Il Toro deve affrettarsi a riscattare il suo cartellino prima che il prezzo e le contendenti lievitino all’inversosimile. Pur non al top della forma percorre con grande velocità e generosità la fascia destra. Tira la carretta fino a quando, stremato, non è costretto al cambio (st 32’ ZOBOLI NG).

LORIA 6.5 – Il tanto temuto attacco ascolano è tenuto a bada con più facilità di quanto si potesse pensare. Sicuro e pulito negli interventi.

OGBONNA 6.5 – Vedi Loria. Di solito tende a concedere almeno un’amnesia a partita, stavolta esce dall’incontro senza macchia.

 

GAROFALO 6 – Poco propositivo nel primo tempo, dove nonostante un Ascoli guardingo rimane col freno a mano tirato e resta.nella sua corsia difensiva. Prende un po’ di coraggio nella ripresa ma avrebbe potuto sicuramente dare un apporto maggiore in fase offensiva, visto che ce n’era la possibilità.

ANTONELLI 6.5 – Si impegna sin dall’inizio, anche se i primi 45’ sono più fumo che altro. Nella ripresa parte con il piglio giusto sfornando un buon assist mal sfruttato da Bianchi, e prosegue sui buoni ritmi, proponendosi come aggiunto, tentando in un paio di occasioni la gioia personale.

GENEVIER 7 – A prescindere dal gol decisivo è stata la sua miglior prova da quando è al Torino. Finalmente convincente, che fosse la sua serata lo si è capito dai primi 5 minuti. Belle geometrie, ordine idee chiare da subito, mantiene queste caratteristiche costanti per tutto l’arco dell’incontro e corona la sua serata con una specialità non proprio sua: il gol di testa. Questa può essere la svolta sia di questo francese voluto fortemente da Petrachi che del Torino, in disperato bisogno di un regista.

PESTRIN 6.5 – Il solito gladiatore dai sette polmoni. Quando il Toro fatica a sfondare la difesa ascolana prova a fare le veci degli attaccanti: ci prova prima con un tiro da fuori, poi con un’occasione da distanza ravvicinata in cui dimostra, però, che i piedi sono ancora da mediano. Se Genevier non avesse tolto le castagne dal fuoco forse quel gol fallito l’avrebbe avuto sulla coscienza.

SCAGLIA 5.5 – Paga il primo tempo timido del Toro. Lui, degli undici in campo, sembrava il più timido. Raramente lo si è visto in qualche sortita. (St 8’ GASBARRONI 7) – Il suo inserimento in campo ha cambiato la partita. Ha portato pepe al Torino, dimostrando, se ce ne fosse bisogno che uno come lui, in questa categoria, è un lusso. I compagni lo cercano tantissimo, lui mette in confusione i poveri difensori ascolani, a volte costretti al raddoppio. In meno di 40’ quasi manda in gol Ogbonna e poi serve l’assist che vale il gol della vittoria di Genevier.

BIANCHI 5.5 – Poco presente e ben ingabbiato dai difensori marchigiani. Anche se, nell'unica palla buona ritrovatasi, quasi fa gol, dimostrando di essere un grande attaccante. Stavolta il palo gli ha detto di no.

INACIO PIA 6.5 – Come Genevier contro l’Ascoli rinasce. E’ il più pimpante della partita e fin quando ha benzina è il mattatore. Oltre a cercare e sfiorare il gol in più di un’occasione rincorre l’avversario andando a prendersi il pallone. Nella ripresa è esausto, costringendo Colantuono a sostituirlo. (St 14’ ARMA 5,5) – Forse Torino non è la piazza migliore per esprimere le sue doti. Entra in campo tra la diffidenza di molti tifosi, che sembrano intimidirlo. Non riesce a incidere in area di rigore, ma riesce a servire un buon assist per Bianchi, che quasi trasforma in rete.

COLANTUONO 6,5 – Squadra ben organizzata in campo, azzeccata la mossa Gasbarroni, così come quella di riproporre un Inacio Pià voglioso di riscatto dall’inizio.

 

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