Torino, Antenucci: "Sarà il mio anno"
Federico Errante
Quattro partite in quattordici giorni, tre fuori casa tra cui il big match di Marassi contro la Sampdoria. Se il calendario ha tirato un brutto scherzo al Toro (gli altri impegni: Nocerina sabato, Grosseto all'Olimpico, poi Verona) Ventura crede di avere le armi giuste in grado di evitare trappole e superare scogli.
Tira aria di turnover in casa granata, un termine cui l'allenatore è allergico, ma che immortala il momento: la crescita della squadra passa attraverso la rotazione di uomini. E nel Torino della mobilità – nessuno ha il posto assicurato, compreso il capitano Bianchi, che partendo dalla panchina contro il Varese ha già sperimentato la nuova filosofia – sta per scoccare l'ora di Mirco Antenucci. L'attaccante in comproprietà con il Catania scalpita. Dei quattro, è quello che ha meno minuti nelle gambe (129, contro i 159 di Sgrigna, i 247 di Ebagua e i 389 di Bianchi) ed è l'unico ad essere partito solo una volta titolare: è successo alla seconda giornata con il Cittadella a fine agosto. Non ha ancora riempito con il suo nome la casella dei marcatori al pari di Ebagua, ma a differenza di quest'ultimo finora è entrato poco anche negli schemi dell'allenatore.
Quella di Antenucci è una storia singolare, che senza l'esperienza di Ventura sarebbe potuta diventare un caso. È stato il secondo acquisto del nuovo corso. Per confermarlo – arrivò in comproprietà lo scorso gennaio per 1,5 milioni – Petrachi ha lottato due settimane con il Catania e Lo Monaco. Ventura lo voleva: nella sua testa, convinto che Bianchi se ne sarebbe andato, avrebbe fatto coppia con Ebagua, appena strappato al Varese.
Invece, il finale a sorpresa ha spiazzato soprattutto Antenucci. Da punto fermo, si è ritrovato in panchina, sorpassato (anche) da Sgrigna a suon di gol (due a zero). Un capitale da 24 centri (realizzati nella stagione 2009-2010 ad Ascoli) che Ventura pian piano ha calmato e rassicurato. «Adesso giochi poco, ma presto sarai decisivo», il mantra del tecnico che, prima della forma fisica, predilige curare quella mentale. Antenucci ha risposto bene: via il muso lungo, è tornato a sorridere in allenamento e - Ventura ne è sicuro - presto lo farà anche in campo.
«Voglio che sia il mio anno, la serie A con il Toro e tornare a segnare come un tempo», confida l'attaccante. Con 6 gol in 19 presenze, l'anno scorso ha dato un saggio delle sue potenzialità. Adesso è tornato in rampa di lancio per un posto da titolare: con la Nocerina, prima sfida che i granata, dopo cinque serali, giocheranno alle 15, tutto l'attacco è in ballottaggio. Ma si potrebbero vedere facce nuove in tutti i reparti, come Glik (al posto di Di Cesare), Zavagno (Parisi) e Vives (Iori oppure Basha). «Una squadra si dimostra vera in queste partite, dobbiamo stare pronti e concentrati», commenta Pagano, un altro che, appena rientrato dopo 113 giorni dall'ultima partita, firmerebbe carte false per giocare dal primo minuto.


