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Torino. Antenucci: "Sappiamo vincere anche senza Bianchi"

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Federico Errante
giovedì 17 novembre 2011, 10:22Torino
autore Federico Errante
17.11.2011 10:22Torino
FotoTuttoB.com
© foto di Image Sport

Mirco Antenucci, la lunga squalifica di Bianchi ha accorciato la coperta di Ventura. Siete rimasti tre attaccanti: a Crotone tornerà nel suo ruolo preferito?

«Non lo so, l'allenatore mi sta provando in diverse posizioni. Io sono tranquillo. Di più, felice: ho compagni eccezionali e mi sto togliendo qualche soddisfazione».

Ha giocato titolare 9 delle ultime 10 partite, ma 8 da esterno. Ventura ci sta prendendo gusto. E lei?

«Anche in passato sono stato dirottato sulla fascia, a Catania lo facevo con Giampaolo, ma nel suo 4-5-1 avevo qualche problema in più. Ora è diverso, per Ventura e il Toro sono disposto a fare questo e altro. Tra l'altro ho caratteristiche che mi permettono di ricoprire diversi ruoli».

Quanto conta l'assenza del bomber principe della squadra?

«Rolly è un punto di riferimento, ma non dobbiamo cadere nell'errore di piangerci addosso, sarebbe peggio. Rimbocchiamoci le maniche, ma forti del fatto che anche senza di lui in passato abbiamo fatto bene».

Sgrigna fissa a 50 il potenziale gol. Lei in una sola stagione ad Ascoli ne ha fatti 24, Ebagua l'anno scorso 12 e Bianchi 61 dal 2008 a oggi. Perché siete solo l'ottavo attacco della B?

«Non bisogna fidarsi troppo dei numeri, ogni stagione è una storia a sé, quest'anno specialmente. Con Ventura le punte si sacrificano tantissimo. Il nostro compito è tenere la squadra corta, l'importante è che la difesa non corra rischi».

Dopo la sfida di sabato a Crotone incontrerete tre squadre che sognano la serie A: Livorno, Padova e Pescara. Qual è l'obiettivo del Toro?

«Vincerle tutte. Con il massimo rispetto per gli avversari, come dice sempre l'allenatore, dipende da noi. Finora abbiamo sbagliato solo a Gubbio».

Ci pensa alla serie A?

«Sarei bugiardo se dicessi di no, nella mia carriera l'ho fatta solo due volte con il Catania, ma a spezzoni. Non mi hanno mai dato l'opportunità di potermi esprimere. Sarebbe bello poterla disputare con il Toro, ma la strada è ancora lunga».

Lei è a metà tra Torino e Catania. Che messaggio manda ai presidenti Cairo e Pulvirenti?

«Sto bene a Torino, spero di rimanere qui. Amo questo club e la città. Vivo in centro, adoro le lunghe passeggiate. E mi piace anche il cielo grigio. Infine sono ambizioso, molto. È la base per il nostro lavoro».

Definisca Ventura.

«Preparato. Studia le partite nei singoli dettagli come pochi».

La differenza più grande rispetto al Toro dell'anno scorso?

«Siamo riusciti a vincere subito. Partire bene è stato decisivo».

Cosa promette ai tifosi?

«Che quel Toro non ritornerà più. C'è voglia di vincere».

Quali sono i migliori amici all'interno del gruppo?

«Di Cesare, Sgrigna, Zavagno e D'Ambrosio».

Ha qualche consiglio da dare a D'Ambrosio?

«Deve restare tranquillo».

Fonte: lastampa.it

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