Torino, Antenucci: "Esterni? Se serve mi adatto io..."
Federico Errante
Rimessa la benzina nel motore e ripulita la testa dalle pressioni e dalle fatiche degli ultimi tempi, il Toro ha già tracciato la road map per ripartire con slancio dopo il ritiro invernale di Malta. Anche perché l'anno nuovo si apre con due partite casalinghe consecutive, al giro di boa della serie B: l'occasione è propizia per ritrovare la vittoria - che manca dal 10 dicembre - e per allungare in classifica. Sul calendario granata sono già state tracciate le due date spartiacque: all'Epifania arriva l'AlbinoLeffe e sabato 14 all' Olimpico sarà di scena l'Ascoli. Fare bottino pieno davanti ai propri tifosi varrà doppio per una squadra che cerca di ritrovare le antiche conferme e soprattutto vuole blindarsi nel mese più delicato. Fra trattative, voci di mercato e manovre delle avversarie, gennaio rischia di confondere la capolista e minare le certezze costruite negli ultimi 5 mesi. «Le voci di mercato fanno parte del gioco commenta Mirko Antenucci prima di lasciare l'isola di Malta -, ma noi abbiamo lavorato tanto e bene per ripartire di nuovo con grande forza. L'obiettivo è fare subito più punti possibile per allontanare la seconda e la terza in classifica».
Il Toro ha fretta di ricominciare, di riprendere quel filo interrotto con le due sconfitte insensate (per motivi diversi) di Padova e Modena a fine 2011. E allo stesso tempo la squadra granata ha voglia di dimostrare che questo gruppo non ha bisogno di rinforzi o nuovi giocatori. «Cercano degli esterni sul mercato? Ma noi ne abbiamo già quattro», risponde Antenucci con un sorriso. E la risposta è chirurgica se si considera che l'attaccante 27enne è arrivato al Toro un anno fa durante il mercato di riparazione (1,7 milioni per la metà del cartellino) e con l'autunno si è dovuto reinventare un mestiere sulla fascia sinistra dopo l'infortunio di Guberti. «Non ho problemi a sacrificarmi - approfondisce -, ma io sono e resto un attaccante». Un messaggio chiaro e preciso. Ora tocca a Ventura decidere cosa fare di Antenucci: ovvero se lasciarlo sull' esterno oppure riportarlo al centro dell'attacco, nel ruolo più congeniale di seconda punta. Cairo, invece, dovrà discutere la situazione col Catania. «Incontrerò a breve il Toro - anticipa Pietro Lo Monaco, ad del club siciliano dopo la tournée maltese coi granata - per sistemare le cose. C’è un’intesa datata e noi non ci rimangiamo gli impegni: col Toro il rapporto è ottimo e definiremo il tutto».
La possibilità di riscattare completamente Antenucci, così come il ruolo che ricoprirà in questo Toro, influenzerà anche le strategie di mercato. Il settore degli esterni viene sempre monitorato in attesa dell'occasione giusta (Reginaldo, Gomez e Gimenez sono tra i più desiderati), ma anche per il reparto degli attaccanti non mancano i sondaggi e i ragionamenti di Cairo e Petrachi. Antenucci diventa così l'ago della bilancia e per questo motivo venerdì all'ora di pranzo, contro l'AlbinoLeffe, andrà in scena un test duplice per capire i nuovi orientamenti granata. Antenucci è candidato alla posizione di esterno a sinistra, con la coppia Bianchi-Ebagua in mezzo (visti i problemi di Sgrigna al piede) e Stevanovic a destra. Il giovane Verdi, però, si candida ad un posto sulla fascia e così col capitano lì in mezzo potrebbe agire proprio Antenucci. «Quest'anno siamo meno Bianchi-dipendenti - analizza la punta, che in 39 presenze granata ha segnato 9 reti - e i migliori marcatori sono a quota 5. I gol li distribuiamo tra tutti, difensori e centrocampisti compresi: questa è la nostra forza, che viene enfatizzata dalla capacità di prendere pochi gol». Ora tocca al Toro decidere se va bene così oppure trovare nuove risorse.


