Torino, alla ricerca dell'onda giusta
Federico Errante
«Giochiamo in uno stadio pieno, affrontiamo una squadra che ci vuole battere e abbiamo tutti i presupposti di una partita difficile: è da due mesi e mezzo che lavoriamo per questo, ora sono curioso di vedere che cosa faremo». Ancor prima di lanciare la sfida alla «sua» Samp, Giampiero Ventura stuzzica il Toro per ottenere una risposta convincente dalla squadra granata. Questa sera (ore 21) i riflettori saranno puntati su una sfida che profuma di serie A, anche se arriva troppo presto per poter già decidere chi verrà promosso. E così a Marassi andrà in scena il test più duro e affascinante per poter definire la personalità delle due squadre. Che sono un pezzo della storia del calcio e cullano lo stesso obiettivo grazie a due organici attrezzati ed ambiziosi.
La Samp insegue il Toro capolista, ma conta sul miglior attacco della B (14 gol segnati in 6 partite) e sul fattore casalingo (attesi oltre 25mila spettatori) per poter battere i rivali di sempre. I granata, invece, inseguono la quarta vittoria consecutiva in trasferta (solo Camolese c'è riuscito nel 2001, arrivando poi primo), hanno la seconda difesa del torneo (3 gol subiti, uno su rigore) e vogliono dare un segnale di forza dopo un mese di partite sul campo più difficile. «Andiamo a Genova per vedere chi siamo - conferma Ventura, torinista di lavoro e blucerchiato di cuore - e per capire quanto ci manca per essere padroni del nostro destino. Queste partite servono per accendere la spina e vedere se la palla frulla. Loro sono una squadra bellicosa che ha ancora la struttura dell'avventura Champions, se facciamo la partita sarà ancora più gratificante...».
Il primo vero big-match per questo Torino diventa un vero e proprio esame di maturità. Mantenere l'imbattibilità e fare punti contro la Samp non sarà semplice, mentre sarà ancora più arduo affrontare una rivale che può contare sul sostegno di un pubblico che non si trova neanche in serie A. Finora il Toro ha giocato col calore dei propri 18mila all'Olimpico e fuori casa solo a Nocera ha trovato ostilità con 8mila tifosi avversari. A Marassi, invece, la pressione sarà totale. «Loro hanno un pizzico di vantaggio in più per il pubblico - prova a rasserenare Ventura - ma noi vogliamo verificare la nostra crescita. E quindi ottenere risposte su quanto siamo consapevoli e come approcciamo una partita sotto questi riflettori».
Sampdoria e Torino giocano un calcio speculare (ovvero un 4-4-2 con esterni molto offensivi), ma Ventura poterebbe sorprendere tutti schierando nuovamente il 4-3-3 (ieri è stato provato con insistenza, con la mediana VivesIori-Suciu). «Vorremmo tornare a quello che abbiamo sempre fatto col 4-2-4 - dice Ventura - ma ci sono ancora troppe variabili. Però c'è l'umiltà giusta e i giocatori sono sempre più convinti: vogliamo solo proseguire e trovare l'onda perfetta. A Genova c'è il mare e questo può essere il posto giusto per prenderla». Magari sfruttando il ritorno da titolare di Bianchi, dopo il suo turno in panchina, al fianco di Antenucci. «Rolando rimane un capitale del Toro - sancisce il tecnico granata - e mi auguro che faccia una grande partita. Ce l'aspettiamo tutti quanti, anche se per fare risultato a Genova servirà una grande partita della squadra e non del singolo».


