Lerda euforico: "Questo Toro ha un grande cuore"
Pietro Ravallese
«Dopo una partita così penso che questa squadra abbia dimostrato di avere valori importanti dentro». Lerda a fine partita non è soddisfatto solo dei tre punti, ma anche del carattere messo in mostra dalla sua squadra. «E’ stato un incontro iniziato male, ma alla fine sono contento non solo per il risultato. C’è stata una grande reazione e per me è il segnale che il gruppo da qui in poi può fare molto. Dopo l’autogol h pensato: “Qui ci gira tutto male”, ma poi abbiamo creato 7- 8 occasioni e colpito due pali. Difficile fare di più». Franco Lerda aveva chiesto a gran voce una vittoria: per scacciare negatività, iella, gufi e pure qualche scomodo fantasma. Servivano come l’aria, i tre punti: e in rimonta, con rabbia, con orgoglio, con il cuore sono arrivati. Il Torino rischia la mazzata, di quelle che fanno male per davvero, però alla fine prima pareggia poi gode, dopo uno stillicidio di palle gol non sfruttate nel secondo tempo. E’ l’apoteosi di Rolando Bianchi, tornato grande mattatore dopo aver deciso i successi con Novara e Portogruaro e protagonista di uno spogliarello integrale ( è rimasto in mutande) sotto la Maratona. A Bergamo il Torino non meritava di perdere: è girato tutto storto, quando nel secondo tempo hai creato occasioni, nel recupero è scesa la mannaia di Tiribocchi a far calare il sipario. Addio punticini preziosi. Il copione, per fortuna granata, non si è ripetuto ieri sera, col capitano, freddo dal dischetto e poi letale in mezzo all’area. Un esempio per giovani come Lazarevic: «Abbiamo dimostrato un enorme carattere - ha detto dopo la partita il 20enne sloveno -. Peccato per l’autogol, ma siamo stati grandi a raddrizzarla. E’ vero, eravamo preoccupati, ma non abbiamo mai mollato. Sono felice che l’allenatore dia spazio ai giovani: anche Stevanovic ha giocato un’ottima partita». Lerda con le sostituzioni ha cambiato marcia alla sua squadra. Si è passati dal paradosso con iella di Bergamo, alla grinta messa in mostra ieri sera con il Vicenza. Però bisogna ancora crescere, sotto ogni aspetto. La verità è che la terza partita in meno di una settimana si trasforma nell’occasione per dare continuità: Livorno diventa un crocevia importante per la stagione granata, inutile nascondersi. Esame per tutti.


