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Ecco perché il Torino piace a Emirati Arabi e Red Bull

autore
Pietro Ravallese
venerdì 29 ottobre 2010, 13:00Torino
autore Pietro Ravallese
29.10.2010 13:00Torino
Bacino d’utenza, business e sinergie imprenditoriali-sportive
FotoTuttoB.com
© foto di Federico De Luca

«L’operazione Red Bull-Torino verrebbe sicuramente apprezzata dal territorio a livello popolare, imprenditoriale e istituzionale. Di fronte a progetti seri e a lungo termine che riportassero la società granata ad alti livelli si verificherebbe una massima apertura anche nel panorama nazionale». E’ uno dei passaggi chiave, dal punto di vista strategico-commerciale, con cui si avviava alla conclusione il dossier finito nelle mani del gran capo della Red Bull, due lunedì fa. Quel giorno a Salisburgo Dietrich Mateschitz ascoltò attentamente uno dei suoi migliori top manager, Pedro Silva Nunes, mentre costui leggeva i documenti e li commentava, rispondendo alle domande del proprietario della multinazionale austriaca. E sottolineando l’utilità di un ingresso della Red Bull anche nel calcio italiano, attraverso l’acquisizione del Torino, nell’ottica di far decollare nel nostro Paese gli interessi economici e la visibilità del marchio. La bevanda energetica è stranota, lo slogan Torino da bere sarebbe un inedito. Alla fine il dirigente portoghese ha allungato il dossier sul tavolo. Mateschitz lo ha sfogliato, poi ha disegnato nell’aria la sentenza con un ampio gesto della mano: «Sì, potrebbe davvero essere una buona idea. Vedremo in futuro. Nello sport adesso abbiamo altre priorità. La Formula 1, innanzitutto. E poi le altre squadre di calcio che già possediamo. Grazie: bel lavoro, Pedro».

DUBAI - Si accavallano i retroscena sul l’interesse che la Red Bull potrebbe nutrire per il Torino. I tifosi attendono il 4 novembre: appuntamento in Comune per alcuni dirigenti del colosso austriaco. La gente programma un gran tifo in piazza per Mateschitz. Ma continuano pure a stagliarsi voci legate a una presa di coscienza sempre maggiore a Dubai, quanto alla possibile opzione Torino. Permetterebbe di replicare in Europa il modello City, pallino di Mansour. Lo sceicco e la sua famiglia vantano interessi economici sempre più ampi in Italia, dal settore bancario a quello imprenditoriale e sportivo. Il calcio italiano è visto come la nuova frontiera, negli Emirati. Si notano pure alcuni punti di contatto col dossier Red Bull, ora noto anche a Tuttosport. Dopo la disamina della gloriosa storia granata, i documenti illustrati al proprietario della Red Bull vertevano su altri 20 punti. Quattro colonne portanti: il bacino d’utenza, il business edilizio, quello prettamente commerciale e i collegamenti col mondo imprenditoriale, ai confini con la politica (Silva Nunes aveva anche incontrato l’assessore Sbriglio e il governatore Cota, a suo tempo).

Fonte: Tuttosport

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