COLANTUONO INDICA LA VIA: LAVORO E CONTINUITA'
Gaetano Mocciaro
Ai microfoni della Sisport, alla vigilia della partita contro il Brescia, c’è il tecnico Stefano Colantuono. L’allenatore romano appare molto determinato e fa capire che da adesso in avanti ci sarà poco spazio per le chiacchere e tanto per il lavoro: “Da quando sono tornato ho lavorato molto e parlato poco. Non abbiamo tempo di pensare, i giocatori devono dedicare grande attenzione durante gli allenamenti. Se prima chiedevo dieci, ora chiedo dodici. Tutti devono essere disponibili e dobbiamo rimanere molto compatti”.
E’ cambiata l’aria alla fine di questo mercato? “ Se l’aria è cambiata non so, molto dipenderà dai risultati. In ogni caso vorrei precisare che chi c’era prima ha comunque dato il suo contributo”. Entrando nello specifico del tema mercato Colantuono dichiara: “Petrachi è stato molto bravo a scovare giocatori nelle serie inferiori. Ammetto che non conoscevo D’Ambrosio, D’Aiello e Statella. Petrachi conosce molto bene queste categorie e di lui mi sono fidato ciecamente, d’altronde a Pisa ha fatto un grande lavoro. Questi giocatori – continua Colantuono – sono molto importanti sotto il profilo caratteriale, gente che ha voglia di mettersi in mostra”.
Passando a parlare di tattica, Colantuono spiega la scelta del cambio di modulo: “Dopo la partita contro il Piacenza avevo deciso di cambiare sistema di gioco e quando sono tornato abbiamo scelto giocatori adatti a questo modulo. Vorrei precisare che anche precedentemente abbiamo fatto delle buone partite, ci è mancata la continuità”.
Passando nello specifico alla partita col Brescia, il tecnico dichiara: “Dobbiamo avere lo stesso atteggiamento delle ultime due gare, lottare con grande grinta e determinazione, come a Empoli dove abbiamo resistito per gran parte della partita in dieci uomini. Sulla formazione ho pochi dubbi ma devo valutare alcune cose, Gasbarroni ha avuto un piccolo problema muscolare ma adesso sta bene, mentre Barusso ha solo giocato poco ultimamente”.
Infine, si ritorna a parlare del mercato e sulla decisione di puntare su giocatori fortemente motivati: “E’ normale che chi è abituato a giocare in provincia e poi viene al Torino è molto motivato a fare bene”. E’ stata sbagliata, quindi la campagna acquisti estiva? “No, perché se avessimo battuto il Lecce ci saremmo ritrovati in testa alla classifica e sarebbe stato diverso. Il Torino ha giocatori importanti, ma oltre alle qualità tecniche ci vuole la determinazione”. Una precisazione, infine sulla cessione in prestito di Jurgen Saumel, proprio al Brescia, prossimo avversario: “Con me ha giocato spesso quando era in condizione. Il suo procuratore voleva che avesse più spazio ed è andato a Brescia dove a centrocampo ci sono meno giocatori”.


