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Cairo: "Voglio un Toro più snello"

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Gaetano Mocciaro
mercoledì 16 giugno 2010, 09:35Torino
autore Gaetano Mocciaro
16.06.2010 09:35Torino
FotoTuttoB.com
© foto di Federico De Luca

Cadono le teste al Toro. Due giorni dopo la delusione di Brescia, Urbano Cairo dà una spazzolata al consiglio d’amministrazione della società che esce dimagrito dall’assemblea convocata ieri. I componenti scendono da 8 a 5: la nuova piramide granata ha in cima sempre Urbano Cairo, un gradino più sotto Giuseppe Cairo, papà del presidente, e una base composta da tre persone. Giuseppe Ferrauto, l’esperto di materie legali; Uberto Fornara, responsabile dei contratti pubblicitari, e Marco Pompignoli, l’uomo delle finanze. Escono dal consiglio la madre di Cairo, la signora Maria Castelli; il cognato di Cairo, Ugo Carenini, e l’avvocato Gianni Trombetta. Proprio il taglio di quest’ultimo arriva un po’ a sorpresa perché del presidente, Trombetta è sempre stato il pesce pilota. Fu lui a condurre la trattativa per l’acquisto della società dai Lodisti, a tirarlo fuori dalle secche in quella torrida estate del 2005, quando il Toro rimbalzava dalle mani di improbabili proprietari (dice niente Giovannone?) come fosse un pallone impazzito. Uomo delle avanscoperte, Trombetta ha sempre fatto la prima mossa in nome e per conto del presidente. Nella chiamata alle armi dei 6 allenatori che Cairo ha scelto in questi anni e nel lavoro di setaccio degli aspiranti compratori che da febbraio in qua hanno bussato al portone granata.

Ora tra i due resta l’amicizia, ma si è esaurito il rapporto professionale. «Ho voluto appaiare il Toro alle altre mie società, ridurre il consiglio d’amministrazione alle persone operative. Sarà più facile convocarlo e agire, è rimasto mio padre per motivi affettivi». Da una famiglia all’altra verrebbe da dire, visto che, usciti la madre e il cognato, la gestione della società è ora completamente nelle mani della Cairo Communication. I tre dirigenti sono infatti uomini di punta della società che fa capo al presidente granata: Fornara e Pompignoli hanno la carica rispettivamente di amministratore delegato e direttore amministrativo finanziario; Ferrauto quella di direttore generale della Cairo Editore-Editoriale Giorgio Mondadori. Sistemato l’asse gestionale, con l’uscita di Trombetta prende una forma definitiva anche quello più legato alla squadra: il risultato è il rafforzamento del binomio Cairo-Petrachi.

Al presidente ora non resta che fare i conti. Con la scelta dell’allenatore (oggi si chiude con Lerda), con il mare magnum di arrivi e partenze, ma soprattutto con quelli del bilancio. L’esercizio 2009 si è chiuso con un rosso di 8,4 milioni, logico allora pensare al bagno di sangue che attende il numero uno granata. Una ricapitalizzazione sarà necessaria («non mi ci faccia pensare, i conti li farò a fine mercato»), ma in assenza di nuovi soci («lo ripeto, all’orizzonte non c’è nessuno»), i quattrini dovranno uscire dalle tasche di Urbano Cairo. Se vuole fare una squadra da promozione sicura, non saranno pochi.

Fonte: La Stampa

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