QS - Soda: "Miracoli? Nel Dna delle Aquile: si dovrà puntare sulle motivazioni"
Intervista di Fabio Bernardini all'ex mister aquilotto Antonio Soda sulle colonne del Quotidiano Sportivo.
Di seguito un estratto.
Mister Soda, lo Spezia per salvarsi dovrà compiere un miracolo, un po’ come fece la sua squadra nel 2007.
"Eravamo una neo promossa, facemmo il nostro campionato in chiave salvezza, andammo in difficoltà sul finire perdendo in casa contro il Treviso. Dopo quella sconfitta ci davano per spacciati, ma noi non ci arrendemmo e andammo a vincere a Torino contro la Juve, non proprio una cosa semplicissima. A seguire, realizzammo altre due imprese ai play-out contro il Verona di Ventura, vincendo prima al ‘Picco’ una partita epica, rimontando lo svantaggio iniziale, per poi andare a imporre il pareggio al ‘Bentegodi’. Un miracolo ottenuto con l’unità, la convinzione di potercela fare e il sostegno importante della gente. Fino alla fine ci credemmo e riuscimmo a compiere il miracolo. Se non si ha la convinzione non si va da nessuna parte. Non fu facile ma lo Spezia si salvò".
Veniamo all’attualità: è tornato D’Angelo, ci sono margini per la salvezza?
"Lo Spezia deve avere la convinzione di potercela fare. D’Angelo è un allenatore capace che può dare la scossa giusta intervenendo sulla testa dei giocatori, convincendoli a lottare fino alla fine. Bisogna essere convinti di farcela con un fronte comune tra tutte le componenti. Mancano sei partite, D’Angelo non potrà puntare sulla tattica, bensì sulle motivazioni. I giocatori dovranno andare in campo con il coltello tra i denti, battagliando fino all’ultima stilla di sudore. La squadra deve tornare a vincere, con sette punti nelle prossime tre partite si potrebbero addirittura aprire le porte della salvezza diretta. Tutti insieme bisogna fare il miracolo, il pubblico in casa potrà dare una grande mano. Se non c’è unità non ci si fa".
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