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Sassuolo, Pea come Allegri

Sassuolo, Pea come Allegri TuttoB.com
© foto di Alberto Fornasari
autore
Federico Errante
giovedì 22 settembre 2011, 18:03Sassuolo

Fulvio Pea come Max Allegri e meglio di Mandorlini. A dettare il paragone sono le cifre sontuose del primo scorcio di campionato neroverde. Che dopo 5 giornate ripropone una situazione identica a quella della stagione 2007-08, quando la truppa diretta da Allegri inaugurava la cavalcata promozione con 12 punti nelle prime 5 partite e un immediato primato in classifica. Un trend simile all’attuale, con qualche sensibile differenza nel rapporto gol fatti-gol subiti: il Sassuolo dell’ultimo campionato di C segnava un po’ di più di questo (10 gol contro 7) ma era anche molto più perforabile (7 gol presi nelle prime 5 gare, contro i 2 di questo campionato). E il “segreto” del successo neroverde è proprio nella tenuta di un pacchetto arretrato che sta stupendo per costanza di rendimento.

Bunker. Il tecnico non si stanca mai di ripeterlo e i fatti gli danno ragione: le fortune del Sassuolo nascono da una difesa fin qui quasi impenetrabile. Due gol subiti in totale, di cui uno, a Verona, su rigore inesistente e l’altro su corner nella gara d’esordio contro la Nocerina. Davanti all’ottimo Pomini, la coppia Piccioni-Terranova funziona, Longhi e Laverone si sono subito ambientati e ora si sta scoprendo la solidità di Marzoratti. E in panchina c’è gente come Rea, che non può essere considerato un semplice rincalzo. Ma l’impermeabilità della porta di Pomini (imbattuto da più di 200’) nasce dall’atteggiamento complessivo di una squadra che, dagli attaccanti ai centrocampisti, sa come sacrificarsi in fase difensiva. E quei due gol subiti dicono che il Sassuolo, fin qui, ha la migliore retroguardia del campionato, insieme a quelle Toro e del Brescia.

Tre anni dopo. Il primato solitario mancava al Sassuolo dal primo anno di cadetteria. La squadra di Mandorlini conquistò la vetta alla sesta giornata, e si ritrovò in testa da sola anche alla settima, alla nona, alla decima e alla 18esima: ma dopo 5 giornate, quel Sassuolo aveva collezionato “solo” 10 punti, 2 in meno dei neroverdi di Pea. L’anno successivo il Sassuolo di Pioli, capace di centrare il miglior risultato della storia del calcio neroverde con il quarto posto e la qualificazione ai play-off, si dovette accontentare del primato in coabitazione.

Corsari. Se il bottino casalingo è lusinghiero (6 punti su 6), in attesa del match col Bari), a far rumore è soprattutto il rendimento esterno di una squadra che, in tre trasferte, ha espugnato campi prestigiosi – Vicenza ed Ascoli – inchinandosi solo di fronte ad un Verona premiato da una svista arbitrale. Dalle parti di Piazza Risorgimento tutti – Squinzi a parte – si sono già vestiti da pompiere: ma il ritmo forsennato del Sassuolo autorizza i sogni di gloria del patron.

Fonte Gazzetta di Modena

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