Sassuolo, Missiroli: "Cara Reggina, devo batterti"
La maglia neroverde, sopra la pelle amaranto. Domenica, per la prima volta, Simone Missiroli si troverà di fronte la Reggina. Un tuffo al cuore, un’emozione da ricacciare dentro al fischio d’inizio. Il ‘Missile’ è volato a Sassuolo ma non dimentica quella che, ancora oggi, definisce come casa sua. Novanta minuti da avversari, prima e dopo solo abbracci. Ma senza complimenti: i tre punti sono fondamentali per la squadra di Pea, in bilico tra play-off e promozione diretta.
Simone, domenica per la prima volta affronterai la Reggina. Sicuro di non sbagliare spogliatoio?
“Lo spero, o magari salgo sul pullman sbagliato (ride, ndr). Scherzi a parte, non so ancora quanta emozione proverò. Inutile dire che non è una partita come le altre: con la maglia amaranto sono nato e cresciuto”.
I tuoi ex compagni verranno a Modena senza stimoli e obiettivi, i play-off sono volati via da un pezzo. Cosa è mancato per ripetere la stagione scorsa?
“Da fuori non è facile giudicare. Da quando sono andato via ho visto quasi tutte le partite della Reggina, credo sia mancata un po’ di convinzione nei propri mezzi. Troppi punti gettati al vento, penso per esempio alla trasferta di Bari e al derby con il Crotone”.
La Reggina è calata, le avversarie si sono svegliate.
“Anche questo ha influito. Squadre come Sampdoria e Varese nel momento decisivo hanno accelerato il passo, il gap della Reggina è aumentato progressivamente. E’ un peccato, sono convinto che la squadra aveva le giuste qualità per centrare i play-off ”.
E con Missiroli come sarebbe finita? Più di un tifoso non ha dubbi a riguardo.
“Questo non sta a me dirlo. E’ vero che a gennaio eravamo in piena zona play-off e io avevo dato un contributo importante. Però non mi sento di dire che con me sarebbe andata diversamente, anche per rispetto dei miei ex compagni. Magari sarebbe andata ancora peggio (ride, ndr) ”.
A Sassuolo si è visto un Missiroli meno frizzante del solito: solo un gol e pochi assist. Problemi d’ambientamento o cos’altro?
“Vero, nel girone di ritorno potevo e dovevo fare di più. Non credo sia stato per l’ambientamento, mi sono calato subito nella nuova realtà. Ho dovuto affinare l’intesa con i miei nuovi compagni, con la Reggina ormai giocavamo a memoria. Pea inoltre è un allenatore esigente, pretende tanto in fase passiva“.
Ultime due giornate di campionato. Dopo la sconfitta di Torino la promozione diretta è diventata un miraggio?
“Noi dobbiamo pensare a fare sei punti, è importante arrivare terzi. In caso di play-off avremmo il vantaggio della migliore posizione in classifica. Non abbiamo abbandonato tutte le speranze di promozione diretta: il Pescara ha un calendario tosto, deve affrontare la Sampdoria in trasferta e la Nocerina, bisognosa di punti salvezza. In caso di passi falsi degli abruzzesi, siamo pronti ad approfittarne”.
In caso di play-off, la squadra di Iachini sembra essere l'avversario principale.
“La Sampdoria ha trovato entusiasmo, sulle qualità della squadra non c’erano dubbi. Io non sottovaluterei il Verona, la squadra di Mandorlini è rimasta costantemente nelle prime posizioni. I play-off sono una lotteria, tutto può succedere. Basta vedere la beffa subita dalla Reggina l’anno scorso…”


