Sassuolo, Magnanelli: "È vero, Pea mi ha chiamato..."
Una telefonata allunga la vita, diceva il vecchio spot. O, più semplicemente, può diventare il primo passo di un bel rapporto professionale.
«È vero, Pea mi ha chiamato, e devo dire – racconta Francesco Magnanelli, rientrato pochi giorni fa dalle sue vacanze a New York, ora nel suo “buon retiro” umbro - che in tanti anni di carriera non mi era mai capitato una cosa del genere. Mi ha sorpreso: ho capito che il nuovo mister punta molto sul rapporto umano con i giocatori».
Ma cosa vi siete detti? «Non abbiamo discusso molto a livello tecnico, del resto non ci eravamo mai sentiti prima. Lui è stato molto gentile, mi ha accennato ai suoi piani e ci siamo dati appuntamento al 10 luglio. Mi ha fatto molto piacere, mi sembra un ottimo punto di partenza».
E il nuovo progetto tecnico improntato sui giovani ti convince? «La società ha fatto una scelta precisa: si vuole chiudere un ciclo e aprirne uno nuovo, magari ripartendo dal nucleo del vecchio gruppo. I giovani possono dare tanto, soprattutto in termini di freschezza e di “fame”, ma in B servono anche la testa e l’esperienza».
Sembra però che il passo falso della scorsa stagione sia già stato dimenticato. «Ed è giusto che si ritrovi l’entusiasmo. In primo luogo perché nello scorso campionato abbiamo sì sbagliato, ma solo per qualche mese, e in mezzo a molte difficoltà. E poi perché bisogna rispondere nel migliore dei modi alla passione di Squinzi, che ha scelto di continuare nel suo impegno col Sassuolo».
Un impegno che si declina anche nel progetto del nuovo Ricci. «Tornare lì sarebbe un vantaggio notevole. Dico di più: se avessimo sempre giocato al Ricci, saremmo già in serie A. Sono convinto che nel nostro stadio avremmo conquistato quei 3-4 punti che ci sono mancati nell’anno di Pioli. Sarebbe bellissimo tornare al Ricci a gennaio, non vedo l’ora».
Magnanelli, ad ogni sessione di calcio mercato si ripropone il tormentone sul tuo futuro: come vivi questa fase? «Io sono molto tranquillo. Sono legatissimo al Sassuolo e ho ancora un anno di contratto. E se con la società volessimo discutere di un eventuale rinnovo, in mezz’ora ci metteremmo d’accordo, non ho dubbi».
Però continui ad essere molto corteggiato. «Voglio essere onesto, le richieste fanno comunque piacere. Se poi dovesse arrivare un’offerta importante da una categoria superiore insieme alla società la prenderemo in considerazione. Ma, al momento questa offerta non c’è».


