Sassuolo, GdM: "Tra errori e record effimeri"
I numeri di una crisi. Le cifre condannano il Sassuolo, incapace di uscire dalle sabbie mobili della bassa classifica, inchiodato a un punto da playout e retrocessione diretta, falcidiato dagli infortuni e atteso sabato da uno, sportivamente parlando, drammatico spareggio contro l'Albinoleffe, caricato dal successo contro il Novara. Ma vediamo dove e come le cifre spiegano la più che negativa annata neroverde.
Pronti, via, sotto. Ne abbiamo già parlato. La prerogativa di incassare reti nei primi minuti, era già una caratteristica del Sassuolo di Arrigoni. Con il passare del tempo, la situazione sembrava essere migliorata, ma nelle ultima due giornate c'è stato un aggravamento delle condizioni. Con il Modena, infatti, il gol è arrivato dopo un minuto e mezzo, mentre a Siena lo svantaggio si è concretizzato dopo appena venti secondi dal fischio d'inizio. In totale, il Sassuolo ha incassato nove delle 33 reti subite complessivamente, durante il primo quarto d'ora di gioco. Se a questo si aggiunge che altre cinque sono arrivate nei primi 15 minuti della ripresa, portando il totale a 14, è evidente che c'è un problema di concentrazione, che colpisce la squadra all'ingresso in campo. Un problema, evidentemente, che Gregucci non riesce a risolvere.
Area maledetta. 32 gol su 33 incassati, sono arrivati da palloni giocati all'interno dell'area di rigore. Solo il raddoppio di Sgrigna nel match perso in casa per 1-2 conto il Torino, è il frutto di un tiro dalla distanza. Rigori esclusi, il resto dei gol, così, è arrivato da palle inattive, vedi Modena, da clamorosi errori, vedi Bergamo con l'Albinoleffe, da palloni filtranti, vedi Portogruaro e Padova, sui quali la difesa è spesso andata in barca. Errori individuali, deconcentrazione e piazzamenti sbagliati nel cuore del gioco difensivo, hanno troppo spesso condannato i neroverdi. Anche in questo caso soluzione non trovata.
51: il numero nero. Nella smorfia napoletana, al 51 è associato il giardino, luogo ameno per eccellenza. Nella cabala neroverde, invece, lo stesso numero indica gli infortuni che hanno flagellato la squadra dall'inizio del campionato. Un quantitativo industriale che non ha riscontri in altre realtà e che qualche dubbio lo solleva.
Primati inutili. Nonostante tutto, il Sassuolo continua a guidare, per la Lega, le classifiche dei parametri riguardanti il possesso palla, il numero di palloni giocati e, pare incredibile, la supremazia territoriale. Record, comunque del tutto improduttivi.
Consolazione. Una piccola soddisfazione arriva dalla classifica Ivg, l'indice di valutazione giocatore. Un parametro che non entra nel merito della prestazione ma che segnala solo l'utilità quantitativa. Fra i centrocampisti l'uomo con L'Ivg più alto del campionato è Francesco Magnanelli che comanda la classifica con 22,2, su un massimo di 30, il punteggio più alto fra tutti i giocatori della B. Il mediano umbro, precede l'atalantino Barreto e il piacentino Catinali. Fra i difensori, nonostante un numero di presenze non elevato, si distingue anche Marco Piccioni, secondo, con 21,2 a un solo decimo di punto dal leader, il varesino Pesoli.


