Sassuolo, Bonato: "Salvi prima che si può"
"Un incontro cordiale e costruttivo". La montagna partorisce il topolino, e il briefing milanese tra il presidente del Sassuolo Carlo Rossi, il direttore generale Nereo Bonato e Giorgio Squinzi vale un’altra apertura di credito del Signor Mapei nei confronti del progetto-Sassuolo.
"Abbiamo analizzato la situazione, anche alla luce di quanto è successo in questi primi sei mesi della stagione: nel calcio – dice Bonato – non sempre uno più uno fa due, e se restiamo convinti che l’organico allestito questa estate abbia comunque un valore assoluto importante, ci troviamo alle prese con una situazione che non credevamo di dover fronteggiare. Detto che un passaggio del genere potrebbe anche farci crescere, la delusione del Dottor Squinzi è la stessa che abbiamo patito noi, ma è comune a tutti, squadra, dirigenza e proprietà, la volontà di tirarsi fuori da questa situazione, intervenendo dove abbiamo necessità".
La linea di Piazza Risorgimento, insomma, resta quella di sempre, ma rispetto al sempre degli ultimi anni quello che cambia è l’obiettivo. "La salvezza, ovviamente, da raggiungere il prima possibile, anche per poter aver tempo di programmare efficacemente il futuro", aggiunge Bonato, che tuttavia prima di guardare ad un futuro non tanto prossimo guarda al presente, e a quello che il Sassuolo farà da qui ai prossimi quaranta giorni.
Ripresa del campionato (8 gennaio al Granillo di Reggio Calabria, mica brustoline) e mercato, dopo le feste natalizie, sull’agenda del direttore generale, nel segno della continuità a dispetto di un semestre che lo stesso dirigente giudica "non soddisfacente e deficitario": avanti con Gregucci ("Il tecnico lavora bene, e la ripresa – garantisce il plenipotenziario neroverde - gli darà modo di farlo con calma") e a gennaio nessuna rivoluzione, dice Bonato, "ma pochi ritocchi e mirati, e principalmente sul reparto che ci ha dato più problemi".
Leggasi la difesa: un centrale (Rossini, l’ufficialità a gennaio) e un esterno difensivo (Zenoni, Regonesi e Rubin in lizza ad oggi) arrivano di sicuro, e altrettanto sicuramente partiranno il Bianco della Samp, ma anche Titone e Girelli.
L'obiettivo, dice Bonato, è quello di mettere a disposizione di Gregucci "un gruppo in grado di rendere al cento per cento, e di voltare davvero pagina. Sull’impegno profuso da ognuno nessuno ha nulla di ridire, ma sui risultati la squadra deve dare altre risposte, dalla ripresa del campionato in avanti. Lo dobbiamo alla nostra storia recente, e alla proprietà che ci ha sempre sostenuto".
E chi non ci sta, chiude Bonato, può chiamarsi fuori: "Anche da questo punto di vista nulla di nuovo: sappiamo che un giocatore per rendere deve star bene, nella società e nel gruppo, e vogliamo che tutti siano messi in condizione di dare il meglio".
Traduzione: da gennaio a giugno servirà un Sassuolo che dimostri di volersi salvare, fatto di giocatori contenti di esserci e di far parte del progetto, disposti a dare tutto per raggiungere una salvezza traguardo minimo e possibile: chi ci sta è dentro, chi non ci sta no.


