Sassuolo, Bonato: " La forza delle idee più forte dei tagli"
Giorgio Squinzi non può certo lamentarsi. Ordinato un drastico taglio dei costi («70% rispetto a quello speso la scorsa stagione») dopo due giornate si ritrova un Sassuolo in testa alla classifica. Scelta saggia quella del signor Mapei, “scottato” dalla delusione dell’anno scorso, che si sta rivelando vincente. E i cambiamenti sono avvenuti anche a livello tecnico: via Pea, ecco Di Francesco. Due allenatori diversissimi, a partire dalla filosofia di gioco: difensivista il primo, zemaniano il secondo. La squadra ha digerito bene il cambio concedendosi pure il lusso di mettere in copertina un ragazzino di 18 anni (Berardi) e un bomber arrivato dopo un lungo girovagare in Lega Pro sul quale in pochi avrebbero scommesso (Pavoletti, 2 gol in altrettante partite). A plasmare il giocattolino Nereo Bonato. Dopo un’annata burrascosa trascorsa in trincea, il direttore generale ha ripreso il comando delle operazioni. Ottimo il suo lavoro sul mercato per la gioia di Squinzi che, in un’Italia in crisi, da buon presidente di Confindustria col suo Sassuolo sta dando l’esempio di come, a volte, le idee possono sopperire se non addirittura superare la forza del denaro.
Bonato, Squinzi sarà contento dei conti e della classifica.
«L’ho sentito alla fine del mercato. Era soddisfatto perchè abbiamo rispettato la riduzione del budget».
Più che i soldi avete fatto fruttare le idee.
«L’obbligo di far quadrare i conti ci ha imposto una certa politica. Che sta dando i suoi frutti. Certamente le cessioni della metà di Sansone al Torino e quella di Chibsah alla Juve ci hanno permesso di mettere da parte un gruzzoletto e centrare tutti i nostri obiettivi in entrata».
Partiamo da Di Francesco: è stata una sua scelta e i risultati le stanno dando ragione.
«Diciamo che è un allenatore dall’atteggiamento che si sposa bene con la mia filosofia. È giovane e ci stava qualche legnata come quella che ha preso lo scorso anno a Lecce. Ora si sta riscattando alla grande e i risultati gli stanno dando ragione: la squadra è bella da vedere anche se con questo tipo di giochi inevitabilmente si concede qualcosa agli avversari. Speriamo di restare belli, efficaci e di concedere sempre meno».
Tutti parlano di Berardi: dove può arrivare?
«Ha solo 18 anni , possiede qualità importanti e su di sè ha già attirato l’interesse di diversi osservatori. Lui e Chibsah rappresentano i primi frutti del lavoro di questi anni nel settore giovanile».
Frutti che si raccolgono proprio nell’anno in cui anche a livello giovanile avete dovuto operare dei tagli.
«Sono piccoli sacrifici. Più che altro siamo dovuti intervenire sui costi del personale. Va detto che di tutti gli allenatori solo Pasino non ha accettato il ridimensionamento».
Che dire di Pavoletti?
«E’ un ragazzo che sta maturando tardi. Come Longhi - infatti - non è cresciuto in un settore giovanile: l’abbiamo preso diversi anni fa dall’Armando Picchi e girando l’Italia si è fatto le ossa. Ora ha la sua giusta chance e la sta sfruttando nel migliore dei modi».
Dove può arrivare questo Sassuolo?
«Niente voli pindarici: la scottatura di due anni fa è servita, viviamo alla giornata coi piedi per terra».


