GAZZETTA DI MODENA - RICCIO: "TOCCA A NOI DIFENSORI"
«Non c’è dubbio: al Sassuolo mancano anche i gol dei centrocampisti, non solo degli attaccanti». Gigi Riccio, 3 reti decisive nel girone d’andata, non ha problemi ad ammetterlo. Al Sassuolo che stenta sotto porta (è a secco da 224’) servirebbero anche i gol dei mediani: «Quando la squadra va poco a segno, la responsabilità è di tutti».
Eppure la presenza dei centrocampisti in zona gol, con Riccio in testa, s’era fatta sentire nella prima parte del campionato e aveva contribuito in modo cospicuo alle fortune della classifica neroverde: «Ma noi - spiega l’ex capitano del Piacenza - continuiamo a provare diverse soluzioni in allenamento, sia con gli inserimenti che con i tiri da fuori. E’ innegabile, possiamo fare meglio. Dobbiamo solo continuare a lavorare: il nostro sistema di gioco ci consente, ad ogni partita, di avere qualche occasione in zona gol da sfruttare. Tante partite si decidono con un episodio, magari un tiro deviato: speriamo che arrivi già col Frosinone».
La sterilità in zona offensiva non preoccupa troppo Riccio, che ha intravisto, nelle ultime uscite, un Sassuolo sulla strada della completa guarigione: «La squadra, secondo me, ha ritrovato la vena perduta. Per me la cosa più importante è l’atteggiamento e, da questo punto di vista, le ultime gare sono state molto confortanti. La realtà è che non si poteva pensare di vincerle tutte: ora che abbiamo superato il momento di calo, la posizione in classifica è rimasta ottimale e il Sassuolo ha dimostrato di avere una grande voglia di fare bene».
Impossibile però, anche per uno che di serie B ne ha masticata parecchia, fare previsioni sulla volata finale del torneo cadetto più in bilico degli ultimi anni: «Questo è equilibrio è davvero incredibile. Quasi tutto è ancora da decidere: non ho mai visto un campionato del genere. I dettagli diventano sempre più importanti e i punti, in queste dieci gare, peseranno tantissimo. Noi abbiamo voglia di restare là davanti ma non possiamo guardare troppo lontano. Sarà un luogo comune - conclude il “Ringhio” neroverde - ma mai come in questo momento bisogna guardare solo e soltanto ad una gara per volta».


