Sampdoria, Lombardo: "Abbiamo trasformato uova e pomodori in oro"
Un Attilio Lombardo visibilmente emozionato e carico di adrenalina ha commentato il successo della sua Sampdoria, definendolo un vero e proprio spartiacque per la stagione. Il tecnico blucerchiato ha voluto sottolineare come il clima di tensione vissuto alla vigilia si sia trasformato in una spinta propulsiva straordinaria per il gruppo, capace di rispondere sul campo con una prova di carattere: "Una gara fondamentale per noi, il mio urlo liberatorio era perché abbiamo sofferto tanto, sappiamo cosa è successo ieri, queste cose ti caricano ancora di più. Se ci permette di fare queste prestazioni ci vorrebbero i tifosi a ogni vigilia di partita. Abbiamo trasformato pomodori e uova in oro, prestazione perfetta contro una squadra in salute che ha giocatori che possono cambiare la partita in corsa, squadra di qualità ma passando a giocare a 4 più un sottopunta abbiamo fatto un buon secondo tempo. Non benissimo il primo tempo ma non per colpa di Pafundi, su di lui ci sono tante aspettative ma in una partita così importante se non vengono fuori i valori tecnici deve venire fuori qualcos'altro".
L'analisi del mister si è poi spostata sulla prova dei singoli, lodando la capacità di sacrificio di chi era chiamato a una risposta importante dopo un periodo complesso. Per Lombardo, il segreto della risalita risiede proprio nel perfetto equilibrio tra doti atletiche e abnegazione tattica: "La partita del riscatto di Brunori, Viti, Palma, Ricci, ma tutti hanno dato il massimo. Questa è una squadra che deve capire che ha potenzialità non solo tecniche, ha anche sacrificio e determinazione, se trovano questo abbinamento tra qualità e fatica può fare ancora meglio". Nonostante l'euforia, resta però un velo di incertezza sul fronte della guida tecnica, una questione che l'allenatore ha gestito con estrema schiettezza, rimandando ogni verdetto ai prossimi giorni: "Il mio futuro? La squadra deve giocare ancora 7 partite con o senza di me, se mi vedrete mercoledì capirete se si prosegue con me. La ma energia resta la stessa messa finora fino a oggi. Io mi sento l'allenatore della Sampdoria poi non decido io. Oggi godo della vittoria con a capo Attilio Lombardo".
Infine, un pensiero speciale è andato alla tribuna del Ferraris, nobilitata dalla presenza di una figura storica dell'ambiente doriano che ha portato fortuna e orgoglio a tutto l'ambiente: "La presenza di Roberto Mancini? Ha portato bene, sono contento e felice che abbia visto una bella gara e visto un clima straordinario dei nostri tifosi e questo fa parte del DNA di questi colori. Chi ha vissuto tanti anni in questo club riconosce soprattutto quello e la presenza di Roberto ci ha fatto tantissimo piacere. E' stata una spinta in più".


