Lombardo: “Ho nove partite per salvare la Samp. Serve cuore, poi il campo giudica”
Attilio Lombardo si presenta da nuovo allenatore della Sampdoria con il peso e l’orgoglio di chi torna “a casa”: “L’emozione è tanta. Guidare la squadra del cuore significa avere ancora più responsabilità”. Niente paragoni con il passato e un messaggio subito chiaro: “Ho nove partite per provarci e per salvarci. Non voglio pensare ai playout: queste gare possono bastare, se lo vogliamo davvero”.
Il legame con la maglia è il filo conduttore: “La Sampdoria mi è entrata nel DNA… oggi il libro è un po’ sporco e dobbiamo ripulirlo. Siamo tutti colpevoli e dobbiamo tornare a essere innocenti”. E il limite minimo che pretende è netto: “Non mi lamenterò mai, solo se dovesse mancare il cuore”.
Sulla prossima sfida col Venezia, Lombardo non si nasconde: “È una squadra forte… ci farà soffrire. Non ho paura”. Sa che il possesso palla sarà spesso degli avversari, ma chiede “prestazione”. Ai tifosi non fa appelli: “So già che ci sosterranno, se vedranno che daremo tutto”.
Rapporto col gruppo: “Possono chiamarmi come prima, anche Attila, ma ora sono io il responsabile e dovrò scontentare qualcuno”. La filosofia è semplice: “Tutti utili e nessuno indispensabile, me compreso”. E sul rendimento dei singoli: “Mi aspetto di più da tutti, non solo da Esposito e Brunori… non è questione di colpevoli, il campo è l’unico giudice”.
Capitolo infermeria: Lombardo conferma che non recupera Coda, Pierini e Henderson, oltre a Abildgaard (indurimento al polpaccio); Ghidotti e Ferrari sono influenzati. Nessun alibi: “Undici giocatori li metterò in campo”.
Infine, la scelta di accettare la panchina in un momento complicato: “Quando c’è il cuore è difficile ragionare troppo… non ho paura. E se dovesse succedere il peggio non scapperò”. E una battuta su Mancini, con cui resta in contatto: “Mi darà qualche consiglio”.


