Sampdoria, il saluto di Mancini: "Profondo rammarico, si interrompe un percorso che avrei voluto continuare"
Si conclude in modo inaspettato e con una forte dose di amarezza l'avventura di Andrea Mancini nei quadri dirigenziali della Sampdoria. L'ormai ex direttore sportivo blucerchiato ha affidato ai propri canali social un lungo e toccante messaggio di commiato rivolto all'intera tifoseria e all'ambiente doriano, non nascondendo il dispiacere per una separazione arrivata a causa di differenti strategie societarie. Soltanto pochi giorni fa, lo stesso dirigente aveva definito la Sampdoria come il suo "Real Madrid", ribadendo la volontà di legarsi a lungo termine ai colori blucerchiati.
Nel suo lungo post di saluto, Mancini ha spiegato con grande trasparenza i sentimenti che accompagnano questo addio forzato, mostrando comunque assoluto rispetto per le decisioni della presidenza: "Cari Sampdoriani, c’è un profondo rammarico in me nello scrivere queste parole. Non avrei mai voluto farlo, non così. Pochi giorni fa ho definito questo club il mio 'Real Madrid' il posto in cui avrei voluto restare per costruire qualcosa di duraturo, per sempre. Oggi quel percorso si interrompe. Nel calcio e nella vita bisogna accettare che ogni proprietà sia libera di agire secondo le proprie scelte e strategie. È qualcosa che rispetto ma che non cancella l’amarezza per un’avventura che avrei voluto continuare a vivere."
Per congedarsi, l'ex DS ha voluto aggrapparsi a una celebre frase musicale, auspicando che in futuro le strade possano nuovamente incrociarsi: "Al termine della mia prima esperienza avevo parlato di 'un arrivederci'. Oggi mi trovo a salutarvi aggrappandomi alla speranza di quella dinamica cantata da Antonello Venditti, certi amori non finiscono fanno giri immensi e poi ritornano. E il mio per la Sampdoria è esattamente uno di quegli amori."
Mancini ha poi dedicato un pensiero speciale a tutte le componenti del club che lo hanno affiancato in questo viaggio durato quattordici mesi, a partire dal braccio destro Gianni Invernizzi e da Attilio, fino a toccare ogni singolo dipendente della società operante tra Bogliasco e la sede: "In questi 14 mesi intensi e complessi ho vissuto ogni istante accanto a un collega e amico straordinario di nome Gianni Invernizzi. A lui va il mio primo ringraziamento per aver condiviso ogni gioia e ogni difficoltà. Il mio pensiero corre poi a chi senza voler dimenticare nessuno ha reso unico questo viaggio. Un grazie speciale ad Attilio e a ogni singolo allenatore, giocatore e membro degli staff che si sono succeduti e che hanno condiviso questo cammino. Il mio grazie più sincero va a quel motore invisibile che pulsa ogni giorno a Bogliasco e allo stadio 'Ferraris'. Medici, fisio, magazzinieri, personale di cucina, manutentori. Così come ringrazio comunicazione e marketing e tutto il personale che lavora in sede."
In chiusura, Andrea Mancini ha sottolineato con fierezza l'importanza di aver lavorato nel solco del prestigioso cognome di famiglia (legato indissolubilmente alla storia d'oro della Sampdoria), esaltando l'unicità della tifoseria doriana: "Lascio con l’orgoglio di aver rappresentato la Samp lavorando nel solco di un cognome che per questa piazza vale molto. L’ho fatto con responsabilità, appartenenza e provando a regalare soddisfazioni a una tifoseria senza eguali, unici nel mondo. Essere blucerchiati è un modo di vivere, è dignità e stile. Un legame che si tramanda e che si manifesta nelle difficoltà. Oggi per me si chiude un capitolo. Quello che provo per la Samp è custodito in un luogo sicuro dove nessuno in alcun modo mai potrà minimamente metterlo in discussione. Perché il lavoro finisce. L’amore no! Sempre e per sempre forza Sampdoria. Avanti marinai."


