Il Secolo XIX: "La crisi della Sampdoria e il dovere della società di dire qualcosa"
"La crisi della Sampdoria e il dovere della società di dire qualcosa", titola Il Secolo XIX.
L’unico a metterci la faccia, malgrado tutto, è stato Andrea Pirlo. Stupisce il silenzio del club in un momento così delicato.
Più ancora delle quattro sconfitte casalinghe in altrettante partite, del penultimo posto nella classifica di Serie B (potrebbe essere virtuale perché il Lecco fanalino di coda ha tre gare in meno della Sampdoria), dei macroscopici errori sottoporta e in difesa, dei vantaggi dilapidati sistematicamente e in un baleno, più ancora di tutto questo colpisce il comportamento della società.
In una giornata come quella di ieri, con la squadra battuta per l’ennesima volta e uscita tra i fischi nel primo e nel secondo tempo, con un allenatore sulla graticola e un senso di sconforto che aleggia nell’ambiente nessuno, tra i pur tanti dirigenti che occupano il nuovo organigramma societario, si è sentito in dovere di dire qualcosa. Non una frase da Radrizzani, Manfredi, Legrottaglie, Mancini. Zero.
Stupirebbe se si trattasse di un’azienda qualunque che vivesse un ipotetico e assimilabile momento, sbalordisce addirittura perché si tratta di una società di calcio che, in quanto tale, fa capo a migliaia di persone. I tifosi, per il calore e la passione civile che esprimono, meritano una parola. La merita anche l’allenatore, che potrà avere pure delle responsabilità, ma ieri è stato il solo del club a esprimere il proprio pensiero [...].


