Reggina, si allarga il cerchio delle contropartite con la Samp
Corsi e ricorsi storici. 31 agosto 2006: Nicola Amoruso passeggia nervosamente a bordo campo, lato panchine, sul campo n.2 del Sant’Agata. Pallone tra i piedi e cellulare in mano, anzi all’orecchio, mentre il resto della squadra si allena in vista di Reggina-Cagliari. Il presidente Foti, fresco di cessioni per De Rosa e Biondini, sembra intenzionato ad abbassare ancor di più il monte ingaggi dopo la stangata del -15, e offre gratis il cartellino del bomber al Rimini, cautelandosi con la Sampdoria che girerebbe subito l’attaccante Salvatore Foti come rimpiazzo.
Amoruso rifiuta il Rimini e per Salvatore Foti sfuma il passaggio alla Reggina. Rimane a bagnomaria fino a gennaio, quando la Sampdoria, dopo zero presenze, lo gira in B al Vicenza. Oggi, ma fino al momento è solo un’ipotesi, le strade di Foti e… Foti potrebbero reincrociarsi, anche se stavolta non c’è Amoruso di mezzo.
Abbiamo scritto nei giorni scorsi delle contropartite tecniche offerte dalla Sampdoria, nella trattativa con la Reggina per Missiroli e Rizzato, citando Romeo e Scappini. Questi due giovani attaccanti potrebbero essere destinati a finire altrove (c’è l’ipotesi Cittadella, nella trattativa per Piovaccari), ma la Samp è pronta ad indirizzare verso Reggio altri giocatori, previo consenso ovviamente della dirigenza amaranto.
Tra i calciatori in uscita dal club ligure c’è proprio la punta Salvatore Foti (22), ultima stagione ad Empoli. Il ds Sensibile potrebbe proporre anche qualche nome per il reparto arretrato, come l’ex Sassuolo Gianluigi Bianco (22), Fabrizio Cacciatore (24) o Matteo Lanzoni (22). Più probabile che la Reggina accetti un rinforzo per l’attacco. Visti i trascorsi di cinque anni fa, il gradimento verso Salvatore Foti dovrebbe esserci.
Tornando su Missiroli (compagno di Foti a Treviso), ad onor del vero risulta che il Cagliari abbia sborsato una cifra esosa a gennaio, pari a circa un milione di euro, per il prestito semestrale con diritto di riscatto della comproprietà. Sembrerebbe che il presidente Lillo Foti abbia successivamente insistito per vendere l’intero cartellino della mezzapunta, ricavando ovviamente il doppio rispetto alla cifra pattuita. A quel punto, il collega Massimo Cellino si sarebbe spazientito, facendo saltare l’affare.


