Reggina, Ragusa: "Ecco il mio segreto"
E' una della stelle del campionato cadetto. Antonino Ragusa, ex centravanti del Genoa Primavera campione d'Italia, ha sfondato anche nella Reggina, dove finora ha realizzato quattro gol portandola al quarto posto a tre punti dalla zona per la promozione in A. L'attaccante si "confessa" in questa intervista esclusiva a Pianetagenoa1893.net: parla del Grifone, suo primo amore, e del suo schioppettante inzio di stagione in maglia amaranto. E racconta con affetto i consigli dei suoi tre maestri, Chiappino, Bosi e Breda che lo hanno formato come valido professionista.
Cosa si prova ad affrontare un campionato difficile come la serie B?
E' una bella gratificazione confrontarmi con una categoria come la B dopo la stagione disputata a Salerno. Lo faccio in una squadra di primissimo livello per la serie cadetta, vestendo una maglia prestigiosa come quella della Reggina. Reggio, peraltro, è molto vicina a casa mia, a Taormina: sono nella situazione ideale per fare del mio meglio.
Quali differenze hai trovato tra il campionato primavera e i professionisti?
Le differenze sono sostanziali, mi è impossibile anche fare un paragone. Agonismo e motivazioni sono massime anche in Primavera ma quando fai il salto tra i professionisti capisci quanto sia diverso il "calcio dei grandi". Il settore giovanile ti forma: caratterialmente, fisicamente e tatticamente. Non voglio dire che arrivati in prima squadra si smetta di imparare ma, certo, è già tempo di dimostrare quanto appreso in precedenza...
Ha segnato ben 4 volte. Che obiettivi si pone per questa stagione?
Non sono obiettivi numerici. Intendo dire che non è la classifica marcatori il mio assillo, il gol è un ambizione ma non l'ossessione. L'obiettivo che mi sono posto è riuscire ad essere protagonista in una squadra importante come la Reggina, in un attacco strepitoso come quello amaranto di quest'anno (21 gol in 10 partite, ndr).
Dopo che con il Genoa Primavera hai vinto tutto. Un giorno desideri tornare in rossoblù da protagonista?
L'esperienza con il Genoa è stata fondamentale per la mia crescita, come uomo e di conseguenza come calciatore. L'ambizione di tornare a vestire la maglia rossoblu esiste ma la realizzazione di questo desiderio passa dal mio lavoro e dalla capacità di affermarmi, prima di tutto, qui alla Reggina, nel club che ha creduto in me e con il quale punto a togliermi parecchie soddisfazioni.
Chi sono stati i tuoi maestri?
Devo dire grazie a molte persone che mi hanno aiutato nella mia formazione. Volendone citare tre dico Chiappino, il mio allenatore nella primavera del Grifone, Bosi, allenatore nella primavera del Treviso e Breda, tecnico della Salernitana ed oggi della Reggina.
Segue sempre il Genoa, anche se è lontano?
La vita di un calciatore professionista non permette di poter guardare spesso ciò che fanno le altre squadre. Non posso negare, però, di dare spesso un'occhiata al risultato del Genoa: sono rimasto molto legato alla Liguria ed alla maglia rossoblù.


