Reggina, Marino: "Pescara squadra di valore"
TuttoReggina.com ha intervistato in esclusiva il difensore amaranto, Antonio Marino sicuro di sé e delle potenzialità della squadra, uno dei nuovi arrivi della stagione 2011-2012.
Nato a Mazara del Vallo, in provincia di Trapani, ha da poco compiuto 23 anni. Approdato all'Udinese su segnalazione del talent scout dell'Udinese (ed ex giocatore) Andrea Carnevale, responsabile del settore giovanile friulano: osservato speciale della Folgore Castelvetrano, squadra di Eccellenza, appena maggiorenne.
In Primavera diventa uno dei punti di forza, divenendo uno dei pupili del tecnico Rodolfo Vanoli, che gli assegna anche i gradi di capitano della giovane formazione bianconera.
Troppo stretta la Primavera: l'Udinese lo manda in prestito a Castellammare per fargli vivere l'esperienza di una prima squadra. Con la Juve Stabia, in Prima Divisione fatica a trovare spazio. Gioca la prima partita con il Taranto, per poi rientrare all'ultima di andata, contro la Paganese. Da lì, 14 presenze nelle 18 gare restanti, condite da due gol contro Gallipoli e Foligno, valse 4 punti.
Poi il ritorno a Udine e l'esperienza biennale ad Ascoli, con la seconda stagione decisamente più importante dal punto di vista delle presenze e del minutaggio (14 presenze e 951' nel 2009-2010; 32 presenze e 2438' nel 2010-2011).
La Reggina lo attenziona e lo preleva in comproprietà dall'Udinese: sùbito titolare, sempre presente in questo avvio stagionale.
Ecco le parole rilasciate a TuttoReggina.com:
La più grande novità rispetto allo scorso anno, maglia a parte, è il tuo inserimento in difesa. Ad Ascoli arrivi da due anni giocati a quattro, da centrale. Talvolta sei stato impiegato anche da terzino sinistro. Come ti trovi in questo 3-5-2?
«Sì, è vero, più che altro ho giocato da centrale. Ma nel 3-5-2 mi trovo bene, tutti sono stati disponibili nell'aiutarmi ad apprendere i meccanismi: dai miei compagni al tecnico Breda e al direttore Giacchetta, ex difensore».
Cosa cambia, per un centrale, giocare in una difesa a tre rispetto a una difesa a quattro?
«Questo modulo ti porta a essetre tanto aggressivo e spesso mi trovo dell’area di rigore».
Come successo a Gubbio...
«Esatto. Seguo il mio uomo e capita che possa spingermi in avanti se il mio avversario accorcia».
Calci piazzati: Breda, come Atzori l'anno scorso, preferisce la difesa a zona. Ad Ascoli, invece, marcavate a uomo. Come ti trovi?
«Con Castori difendevamo a uomo, ma non solo con lui. In carriera, fino al mio arrivo alla Reggina, ho sempre marcato a uomo. Ma mi sto trovando bene: certo, i primi giorni c'è voluto un po' di tempo. Ma poi vedendo i miei compagni ormai abituati a questo tipo di difesa, e allenandomi con loro, sono migliorato anche da questo punto di vista».
Soddisfatto del tuo avvio di stagione?
«Bene o male sono siddsfatto, Anche se si può fare sempre meglio».
La squadra non subisce tanti tiri in porta, ma prende gol. Quattro in altrettante partite in campionato...
«Questa cosa ci dispiace tantissimo. Abbiamo concesso poco o nulla e prendere gol alla prima e magari unica occasione non è bello Stiamo lavorando per migliorare l'assetto difensivo: su tre centrali che ad oggi hanno giocato, due siamo nuovi (l'altro è Emerson, ndr). Ci vuole solo del tempo per trovare l'intesa. Davanti stiamo facendo bene, troviamo la porta. Ma alla prima disattenzione veniamo puniti. Si tratta di momenti: toccherà anche a noi, durante la stagione, creare poco e capitalizzare al massimo. L'importante è vincere, non importa come».
Adesso arriva il Pescara, squadra allenata da un tecnico che fa dell'organizzazione offensiva la sua forza. State preparando la partita in modo particolare?
«Assolutamente no, stiamo lavorando come al solito. Siamo consapevoli di affrontare una squadra di valore, che in attacco ha grande potenziale, ma che quindi inevitabilmente concede un po’ di spazio dietro. Dovremo essere bravi a non subire tanto e a colpirli».


