Reggina, ingenuità infinita, salvezza rimandata
Mancava solo un minuto per ottenere una vittoria valevole per la salvezza matematica, con una giornata d’anticipo. Ma evidentemente questa è una stagione troppo tribolata e per raggiungere l’obiettivo salvezza sarà necessario soffrire fino all’ultima giornata. Davvero troppa l’ingenuità degli amaranto, che a un passo dallo scacco matto si sono fatti rimontare da un Grosseto ormai fuori dai giochi play out.
BRIENZA IN PANCA. Nella Reggina lo squalificato Lanzaro in difesa viene sostituito da Cascione, che gioca assieme a Valdez e Adejo. A centrocampo è assente Carmona, in ritiro con la sua nazionale: in mediana agiscono dunque Barillà,. Vigiani, Tedesco e Rizzato, mentre la novità sostanziale è che Brienza parte dalla panchina: ci sono Missiroli e N.Viola a supportare, in fase offensiva, l’unica punta Bonazzoli. Il Grosseto, con una difesa inedita viste le squalifiche di Federici e Turati, si dispone con il 4-2-3-1: Job, Consonni e Esposito supportano l’austriaco Pichlmann.
PRIMO TEMPO. Amaranto vicini al gol al 12’: ottimo il servizio di Viola per Bonazzoli, che da posizione defilata tenta il tiro verso il palo lontano: palla di poco a lato. I ritmi sono molto bassi, la partita procede per fiammate. Al 36’ Missiroli, liberato da un colpo di testa di Bonazzoli, spreca da buona posizione. La notizia del doppio vantaggio del Cittadella sul Crotone spegne le residue speranze dei toscani di raggiungere la zona play off, e questo incide indubbiamente sull’andamento della gara, mentre la Reggina per il momento si accontenta del pari.
SECONDO TEMPO. Ma in apertura di secondo tempo arriva la notizia del vantaggio della Triestina sull’Ancona, che fa saltare tutti i copioni. Al 5’ Rizzato dalla sinistra mette in mezzo per Missiroli, ma il centrocampista di Gallina, da buona posizione, calcia debolmente. Il pareggio dell’Ancona sugli alabardati non tarda ad arrivare, ma la Reggina decide comunque di mandare al diavolo gli altri risultati e di prendersi le proprie responsabilità, ed al 15’ arriva il gol del vantaggio: cross di Rizzato, spizzata di Missiroli verso Viola e tocco sotto del centrocampista amaranto che fa fuori Acerbis, la cui opposizione non è sufficiente a deviare la traiettoria della sfera. Pochi di minuti dopo arriva il gol del raddoppio: Missiroli serve Barillà, il mancino di Catone mette in mezzo un traversone rasoterra e Vigiani di destro scavalca Acerbis. Tuttavia il doppio vantaggio dura poco: il tecnico maremmano Sarri inserisce Joelson, brasiliano con il “dente avvelenato”, al posto di Papini. Ed è proprio l’ex amaranto ad accorciare le distanze: al 65’ Esposito è straripante sulla destra, salta diversi avversari e mette in mezzo un pallone che Joelson di testa trasforma in gol. La gara si riapre. Ma nel finale è sempre la Reggina a rendersi pericolosa, sfiorando in più occasioni il tris. Tuttavia sono errori che costeranno caro. La Reggina ha la gara in pugno, ma "mai dire gatto se non cel’hai nel sacco": gli amaranto avrebbero dovuto impararlo, ma evidentemente sono recidivi. Ed al 93’, a pochi secondi dal termine, un contatto tra Cascione e Alfageme causa il calcio di rigore: dagli ultimi metri Consonni non lascia scampo a Marino e regala il pari al Grosseto.
Gli amaranto se la prendono con il capitano toscano ma dovrebbero prendersela con se stessi. L’appuntamento con la salvezza è rimandato a domenica prossima. Sarà l’ultimo atto di una stagione davvero da dimenticare.


