Reggina, i nuovi si presentano: "Grossa occasione da sfruttare"
Reggina come grande chance per crescere e dare una svolta alla carriera. Questo, in sintesi, il pensiero comune ai nuovi volti in casa amaranto, che si sono presentati presso la sala stampa del centro sportivo Sant’Agata. Dal più giovane, Zandrini (classe ’89), al più anziano e navigato, Belardi (classe ’77), rappresentano il nuovo che avanza e il vecchio che ritorna alle origini per mettere al servizio la propria esperienza.
Di seguito, le loro dichiarazioni.
Giovanni Zandrini: “C’è una grossa emozione per essere arrivato a questo livello, partendo dal basso. Fra sogno e realtà c’è molta differenza. Per fortuna con molto lavoro e impegno sono arrivato qua. Spero di rimanere per migliorare e crescere, questo è l’obiettivo più importante”.
Gabriele Angella: “Sono andato a Udine sapendo di non essere protagonista, è stata comunque una bella esperienza. Dopo l’infortunio ho sofferto molto, ora ho tanta voglia di dimostrare il mio valore. Per me è una grande occasione perché dopo che non giochi con continuità il nome lo perdi. Quindi hai bisogno di ritrovare quella voglia, quelle emozioni che provavi prima. Ho molta voglia di dimostrare quello che valgo”.
Gianluca Freddi: “Sono contentissimo di essere venuto qui. Appena c’è stata l’opportunità di venire alla Reggina non ho avuto dubbi, dando subito il mio assenso perché è una società importante e di prestigio. Poi venivo da sei mesi al Grosseto in cui da capitano e giocatore più importante mi sono ritrovato fuori rosa per litigi col presidente. Speriamo di fare bene e toglierci delle soddisfazioni”.
Fabrizio Melara: “Ho passato un periodo di difficoltà, perché come tutti sappiamo in Lega Pro si fa fatica a fare calcio. Questo non è un alibi, però non ti fa vivere la settimana con tranquillità. Ho vissuto tre anni veramente difficili. Quindi appena mi è capitata questa opportunità, con la chiamata del presidente e del direttore sicuramente non ho dubitato a fare questa scelta, perché mi può dare tranquillità e serenità. Inoltre me ne hanno parlato tutti bene. Marco Zamboni che è stato qua mi ha parlato benissimo di Reggio. Quindi non ci ho pensato due volte”.
Marco Armellino: “Anch’io vengo da una lunga gavetta, ho iniziato dai dilettanti fino ad arrivare a Sorrentino in Prima Divisione. Davanti alla proposta della Reggina, in serie B, un ragazzo che viene dai dilettanti non può rinunciare. Quindi ringrazio il direttore e il presidente che mi hanno dato questa possibilità di far parte di una società come la Reggina. Adesso sta a me ripagare la fiducia che mi hanno dato”.
Emanuele Belardi: “Ben ritrovati. Sono molto emozionato, dico la verità, perché da quando sono tornato qua domenica sto rivivendo tante emozioni, tanti ricordi e soddisfazioni, tanti momenti particolari e difficili così come molte gioie. Sono felice di essere ritornato. So che la situazione attuale non è quella di un tempo, perché ho lasciato la Reggina in serie A, con tanto calore e tanto affetto, tante persone allo stadio. Però penso che questa non sia una situazione che riguarda solo la Reggina, ma è un momento che vive il calcio in generale. Basti vedere le altre squadre di serie A. Io vengo dall’Udinese, dove quando sono andato via io erano primi in classifica e c’erano diecimila spettatori. Quindi è un momento particolare di tutta l’Italia che porta ad avere così pochi tifosi allo stadio. Bisogna ritrovare l’entusiasmo attorno alla Reggina. E questo lo si può fare soltanto sudando la maglia, dando il massimo, facendo vedere ai tifosi che c’è una società che vuole dare il cento per cento per ottenere un obiettivo, un sogno”.


