Reggina, Giacchetta: "Dobbiamo diventare più squadra e avere più umiltà"
La Reggina esce sconfitta dal "Castellani", andando a un passo da una clamorosa rimonta contro l'Empoli. Ma nel post gara, il direttore dell'area tecnica Simone Giacchetta non le manda a dire, imputando il kappaò a una mancanza di umiltà da parte della squadra amaranto. Ecco le sue parole ai microfoni di Radio Touring:
"Personalmente credo che se uno sa leggere e analizzare sia stata una bella lezione che la Reggina ha preso stasera. Prendere due gol nei primi dieci minuti è un altro dato su cui riflettere. Bisogna capire dove pensa di arrivare la squadra. Un’altra sconfitta cambiava gli equilibri nell’Empoli, per noi era una grande opportunità giocare contro una squadra in difficoltà. Forse abbiamo sottovalutato l’impegno o forse pensiamo di essere più bravi perché gli avversari hanno meno punti. Se la squadra vuole fare bene può anche perdere ma lo fa in modo diverso, lottando, ribattendo colpo su colpo. Non vogliono essere accuse, ma spunti di riflessione perché dobbiamo crescere. Se vogliamo fare quei 53- 54 punti ci dobbiamo mettere cattiveria e anima. Non ci possiamo sempre riparare dietro il fatto che creiamo occasioni da gol come a Padova, o a Gubbio. Alla fine l’Empoli è davvero in difficoltà, mentre una squadra sicura di sé e con umiltà non prende due gol subito. Quando si arriva in area bisogna arrivarci con la voglia di far gol. Questo deve essere il pensiero di una squadra, soprattutto di una squadra che vuole vincere. La difesa? Sono stato uno dei primi a dire che bisogna lavorare, ma bisogna lavorare di squadra. La squadra si vede nelle partite importanti, e questa lo era. Se li lasciamo da soli i difensori possono andare in difficoltà. Ci vuole un senso di responsabilità maggiore, qualità morali e tecniche che abbiamo. Dobbiamo diventare veramente più squadra di quello che siamo oggi, ecco perché sono un po’ deluso e amareggiato, non guardando a questa partita ma alle prossime. L’umiltà deve essere il primo requisito. I margini per diventare una grande squadra ci sono veramente, lo dice il calendario: siamo ancora a settembre. Non sempre i campionati si vincono con le qualità dei calciatori, il bello del calcio è che è uno sport dove le componenti caratteriali sono fondamentali".


