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Reggina, Foti: "No al patteggiamento perchè siamo innocenti. C'è accanimento"

Reggina, Foti: "No al patteggiamento perchè siamo innocenti. C'è accanimento" TuttoB.com
© foto di Federico De Luca
autore
Federico Errante
mercoledì 6 giugno 2012, 22:51Reggina

Calcioscommesse e bilanci. Questi i temi affrontati dal presidente Foti, ospite di Tribuna Amaranto, trasmissione di Telereggio. Intanto, le parole del massimo dirigente amaranto sul processo di Roma.

INNOCENTI - «Domani ci sarà la discussione in seno alla Disciplinare. I nostri avvocati porteranno avanti la tesi della Reggina alla luce di fatti che per noi sono molto evidenti, in quanto non c’è nessuna accusa e nessun tesserato parte in causa di questa vicenda che in questo momento ci vede indirettamente coinvolti. Il signor Rosati è stato ds della Reggina fino al 30 giugno 2010, la vicenda si riferisce alla partita del 15 maggio 2011, partita che a detta dei protagonisti e della Procura Federale, non è stata messa in discussione dal punto di vista della veridicità dell’incontro. Tutto nasce, così sembra, da una telefonata fatta in occasione di quella partita, qualche settimana prima, in cui si parla di un presunto amico di Bologna che chiedeva la disponibilità a dare una mano alla Reggina. Telefonata chiusa in pochissimi secondi e poi ripresa in occasione di altre responsabilità in cui è stato coinvolto Narciso, che ha ritenuto opportuno portare in evidenza questo accaduto. Idem Tamburini. Ma non si è mai parlato di un tesserato della Reggina Calcio. La Procura Federale penso non abbia un rapporto di grande simpatia della Reggina Calcio, visto che ha portato avanti un’ipotesi che sarà cura dei nostri legali, domani, cercare di smantellare per poi aspettare il giudizio finale del presidente della Disciplinare».

VENDETTA - «Non essendoci un tesserato, non essendoci responsabilità da parte di nessun dirigente della Reggina, sta a dimostrare che da parte della Reggina non c’è nessuna accusa specifica. Solo chiacchiere. Tamburini risente di un disimpegno da parte di Rosati, che gli aveva garantito la possibilità di trovargli una squadra. Narciso ha partecipato direttamente o indirettamente a un discorso di calcio scommesse. Tante cose che per noi non sono chiare e di cui non siamo responsabili».

VIZIO - «In alcuni casi c’è qualcosa che rasenta il vizio e porta a fare delle cose che sono fuori da qualsiasi tipo di regole. In altri, c’è un coinvolgimento, una complicità che alla fine porta ad alcuni risultati che stiamo leggendo in questi giorni e che danno un’immagine estremamente negativa del calcio. Io, lo scorso 1° giugno 2011, quando ci fu la prima comunicazione da parte dei media del calcio scommesse, ero a passeggio con il presidente della B, Abodi. Era la vigilia di Reggina-Novara. Avevo manifestato ad Abodi, con un anno di anticipo, come con il calcioscommesse si sia data l’immagine più triste e penalizzante del calcio. Non condivido la dichiarazione di Moratti di qualche giorno fa. Rilasciata forse per giustificare un fatto più personale, senza aver fatto una valutazione oggettiva: ha ritenuto di dire che Calciopoli fosse più grave perché coinvolgeva un grande club. Invece il calcioscommesse è penalizzante perché coinvolge altri contesti e sotto certi aspetti significa aprire il calcio ad altri sistemi che alla fine non possono che creare disagi al calcio per quello che è lo sport. E’ un problema di istituzioni: oggi il calcio professionistico ha difficoltà a stare in piedi. Basta leggere un po’ quelli che sono gli aspetti che coinvolgono realtà molto grosse: da Trieste a Piacenza, da Taranto a Siracusa. La crisi e la difficoltà economica attuale portano a un maggiore disagio, a cercare quelle situazioni che possono portare vantaggio a un singolo».

CAROBBIO - «Anche per me è stata, sotto certi aspetti, una grandissima sorpresa quella di Carobbio. Così come Masiello, cui avevo chiesto relazioni a Colomba, che lo aveva avuto ad Avellino. Me ne aveva parlato bene. Carobbio, alla Reggina, è stato un ragazzo perbene nonché un grande professionista».

ROSATI - «Rosati smentisce di aver fatto questo incontro con Tamburini. Io penso che c’è troppa superficialità da parte di ognuno di noi e spesso si usano parole senza nessuna responsabilità con molta sufficienza. Nel caso specifico, penso che la partita in campo sia stata una partita giocata con grandissimo scontro tra le due squadre. E questo ci viene riconosciuto. Nessuno si è permesso di dire che la Reggina o un suo tesserato abbia fatto qualcosa per cercare di agevolare questo tipo di percorso. Non riesco a capire una cosa: perché la Reggina è coinvolta? Dal punto di vista di giustizia sportiva non ha motivo di esserlo».

ACCANIMENTO - «Sei punti per una partita? Questa è la richiesta. Fa parte delle considerazioni che io ho fatto. Non sono mai stato vittima di nessuno. Ho sempre affrontato le cose con tranquillità. Credo che in questi 26 anni la Reggina abbia subito. Forse perché non è stata capace di difendersi e battere i pugni sul tavolo. Per Calciopoli ha preso 15 punti, io 2 anni e 6 mesi: la storia ha dimostrato con i fatti che le 5, 6, 7 telefonate che ho fatto all’allora designatore Bergamo erano una percentuale minima rispetto al contesto del calcio. C’era tanta sufficienza da parte di Bergamo nel dire “non ti preoccupare, ci penso io”. Non mi sta più bene questa situazione. Per questo non abbiamo patteggiato, ma abbiamo deciso di portare nel contraddittorio le prove che la Reggina non c’entri nulla. Questa società, che ha 26 anni di storia, penso che abbia dato a tutti i livelli messaggi importanti di comportamento. Sicuramente sono stati commessi degli errori, ma dal punto di vista comportamentale la Reggina ha rappresentato questa città nella maniera più dignitosa possibile. Vorrei che ci fosse più rispetto nei confronti della Reggina e di tutti quelli che hanno operato all’interno: i risultati fanno parte della nostra storia, la Reggina ha messo all’attenzione del calcio atleti e dirigenti che oggi occupano posizioni importanti nel calcio italiano. Credo che la Reggina abbia dei valori, ha conquistato risultati attraverso l’impegno di una comunità, non sono frutto di regalie o soldi buttati al vento. Frutto solo dell’impegno e del lavoro di tutti quelli che operano all’interno del Sant’Agata. Mi dispiace il fatto che qualcuno dica “2 o 3 punti, vabbè sono pochi”. Io non ho commesso niente, non mi sento responsabile di nulla, non vedo perché debba accettare anche 1 o 2 punti frutto di un vogliamoci bene».

Fonte tuttoreggina.com

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