Reggina, Foti: "Niente alibi, adesso costruiamo una squdra che dia emozioni"
La Reggina presente e quella futura, da costruire facendo tesoro dei tanti, troppi errori commessi quest'anno. Lillo Foti, ai microfoni di Eugenio Marino, tira le somme della stagione che sta per concludersi, tracciando le linee guida riguardanti gli immediati programmi.
COLPA DI TUTTI- Delusione verso il gruppo? Sentimento scontato quando non raggiungi l'obiettivo per cui hai lavorato. La colpa però, è di tutti. Non concedo ne presento attenuanti. E' mancato l'adattamento, in molti, al percorso che è proprio della B. Non c'è stata la predisposizione al sacrificio, questo non mi è piaciuto.
CAMBI DI PANCHINA-Diciamo che ci sono stati due tecnici per tre panchine. Credevo che un cambio servisse per un contributo diverso. Non è stato così e abbiamo sbagliato. Il ritorno di Breda lo abbiamo ritenuto corretto per la conoscenza del gruppo. Giocatori emarginati? Niente alibi, ripeto. C'è stato un rendimento dei singoli e del gruppo al di sotto delle aspettative.
POCO EQUILIBRIO-Gli errori societari appartengono a chi opera, quindi anche a me. Alla luce dei risultati c'è stata una forte caduta negli atteggiamenti e nel rendimento. I numeri dicono di una difesa poco attenta e perforabile, di un centrocampo non omogeneo e non sufficientemente equilibrato, un attacco in evidenza secondo soltanto a quello del Pescara per gol realizzati. Ma è l'equilibrio a produrre risultati importanti.
ERRORI...NASCOSTI- Non abbiamo valutato con attenzione il risultato, generoso, dello scorso anno, con il raggiungimento dei playoff. In questo campionato quanto ottenuto è riduttivo rispetto al progetto Reggina e alle potenzialità del gruppo. Ritengo che ci sia stata scarsa attenzione su cosa fare. Si è pensato ad una scontata ripetizione. I miei errori? Tanti, sicuramente, visto il risultato. Ma è difficile concretizzarli, perchè li avverti dentro attraverso sensazioni. Non riesco a raccontarli, però.
DIONIGI-Sono per il rigoroso rispetto della realtà che è davvero difficile. La società si muoverà pensando al futuro con ottimismo e secondo valori consolidati. Riassumerei tutto in concretezza e progetto Reggina. Dionigi? Lo volevamo già dall'anno scorso e continuiamo a seguirlo con attenzione. Lo apprezziamo per il suo lavoro a Taranto e poi perchè possiede valori che appartengono a noi.
LA REGGINA CHE VERRA'-Individueremo giovani e meno giovani capaci di far crescere la squadra attraverso l'impegno ed il lavoro. Cercheremo chi saprà aiutare la Reggina a dare emozioni alla nostra gente. Ma non parlo solo di vittorie. Si, occorre riconquistare i tifosi, ne sono convinto. Però dipenderà dalla credibilità e da come ti poni sul campo che rimane l'unico vero giudice. Ritiro? Dopo la scelta del tecnico ne parleremo insieme. Ci sono contatti con delle realtà che operano sul nostro territorio.
IL DEFERIMENTO-Sono più che sereno. I fatti sono davanti agli occhi di tutti. Grosseto-Reggina è stata una sfida con grande lotta. Ho certezze, altro che preoccupazioni!


