Reggina, avanti con il 5-3-2
Gianluca Atzori, come lui stesso ha affermato, non ha ancora le idee chiare su chi schierare nell'andata della semifinale playoff contro il Novara. Di certo c'è solo il modulo, ormai marchio di fabbrica di questa Reggina: il 5-3-2.
La formazione, vista anche l'ultima gara contro il Sassuolo, dovrebbe sostanzialmente essere comunque fatta. L'unico dubbio è legato alla posizione di Campagnacci: dietro le punte per l'arrembaggio o al fianco di Bonazzoli per garantire maggiore equilibrio?
Bisogna fare delle considerazioni, a prescindere da tutto: si gioca in 180', bisogna per forza vincere una gara e non perdere l'altra. Perciò, attaccare sì, ma con prudenza. Ed ecco che quindi Campagnacci potrebbe non agire da mezzala, alla Missiroli (che sarà presente al "Granillo") per intenderci. Bensì, come detto, da seconda punta. Con Danti inizialmente in panchina, magari subentrando nella ripresa. Si vedrà a partita in corso.
Con Campagnacci in avanti, chi a centrocampo? Questo è il secondo dubbio, logica conseguenza del primo. Ma partiamo dalle certezze.
Non ci vuole un mago per pronosticare la difesa che scenderà in campo domani. Davanti a Puggioni ci saranno il rientrante Adejo sul centrodestra, Acerbi sul centrosinistra e Costa in mezzo. Sugli esterni, invece, scontata la presenza di Colombo e Rizzato.
In mezzo, Tedesco dovrebbe essere il regista: difficile tenere fuori un giocatore così in partite come questa. Alla sua destra ci sarà De Rose (risparmiato in Emilia). In avanti, Campagnacci e Bonazzoli. A fare da collante tra centrocampo e attacco potrebbe esserci Nicolas Viola, che nelle giovanili amaranto (e azzurre) ha giocato trequartista, dietro le punte. Contro il Novara, comunque, giocherebbe qualche metro indietro. Emulando un po' Rigoni, nato regista, ma dirottato da Tesser sul centrosinistra per avere maggiore libertà al posto di un medianaccio col fiato sul collo.
In panchina, ballottaggio tra Castiglia e Rizzo, quest'ultimo impegnato tre giorni fa contro il Sassuolo. In vantaggio, almeno dal punto di vista fisico, il cosentino. Giosa e Laverone verso la tribuna, a meno che Atzori non voglia rinunciare a uno dei tre attaccanti che porta sempre in panchina.


