Reggina, Atzori tra playoff e Sampdoria
Prima i play-off, poi la Sampdoria. Gianluca Atzori, allenatore della Reggina, dribbla le domande sul futuro come un fantasista di mestiere (e pensare che faceva il difensore...), e ai microfoni di TuttoMercatoWeb si pronuncia sulla partita in scena stasera tra la sua squadra e il Novara.
Atzori, il risultato dell'andata (0-0, ndr), vi penalizza.
"No, non direi. La partita l'abbiamo giocata e abbiamo anche provato a vincerla. Il risultato ci fa rimanere in piedi. Se devo pensare ad un risultato che avvantaggia loro non riesco. Se fossi in loro, che hanno due risultati su tre, sarei più condizionato rispetto alla mia squadra che non ha niente da perdere".
Edoardo Garrone ha detto che lei è stato scelto perché ha i requisiti giusti.
"Ringrazio il Presidente per le parole che ha speso nei miei confronti. Ma ne parlerò dopo i play-off. Per quanto riguarda Sensibile, ci siamo salutati e affrontati a viso aperto. Ma niente di più. L'unico pensiero che ho è portare in serie A questi ragazzi".
Cosa si aspetta dalla prossima avventura, alla Sampdoria?
"Sono ancora concentrato su quello che faremo per adesso. Al futuro ci penserò dopo i play-off. Sicuramente dal prossimo futuro mi aspetto la vittoria a Novara. Credo sia giusto pensare al mio futuro una volta finito il mio compito alla Reggina".
E allora concenttriamoci sul suo presente: qual è l'avversario più forma, Reggina a parte?
"Ho visto bene il Novara, che è formato da buoni giocatori e gente come Bertani e Gonzalez, potrebbe fare la differenza in qualsiasi squadra. E poi c'è anche il Padova. Pensavo che i biancoscudati fossero ormai lontani dai play-off e invece sono riusciti ad arrivare dove sono arrivati. Ma vanno fatti i complimenti a chi ha costruito la squadra, perché dopo Atalanta e Siena, come organico, c'è proprio il Padova".
Le piace Bertani?
"Si, volevo anche portarlo a Catania".
Indovini un po' il motivo della domanda (il calciatore è accostato alla Sampdoria, ndr).
"Lo so (sorride, ndr)"
Il prossimo anno per l'allenatore della Sampdoria non sarà facile: gli toccherà restituire entusiasmo ad una piazza che non avrebbe mai immaginato la retrocessione. Come ci si comporta?
"Ho iniziato a fare l'allenatore al Ravenna, che l'anno prima era retrocesso e non pensava di farlo. Si trova un ambiente sfiduciato, gli umori di chi vuole andare via. Credo che per riuscire a capire cosa sia successo l'anno prima, occorre che si conosca dall'interno la situazione. Sicuramente quando c'è una retrocessione non calcolata, bisogna ristabilire certi equilibri".
Cosa pensa della vicenda legata al calcioscommesse?
"Mi ha rammaricato, deluso. Mi è venuto il mal di stomaco. Non mi va però di giudicare, ci saranno le indagini e vedremo come si evolverà la situazione. Non è sicuramente una bella pagina calcistica".


