Reggina, Adejo: "Al Granillo non si passa"
Qualche ingenuità l’avrà pure commessa. Ma giova ricordare che si tratta di un classe ’89, e che solo dalla scorsa stagione ha iniziato a giocare come terzo centrale di destra in una difesa a tre. Per essere più precisi, Daniel Adejo ha interpretato per la prima volta il ruolo di difensore centrale con la Nigeria, ai Mondiali U-20 in Egitto dell’ottobre 2009. Lui, che nasce attaccante, ha man mano arretrato il suo raggio d’azione, agendo prima da esterno destro (e Nevio Orlandi, che lo farà debuttare in A, ha chiaramente espresso ai nostri microfoni qualche mese addietro che “per caratteristiche e potenzialità fisiche” è il ruolo che più gli si addice), e infine da difensore centrale (fu Iaconi a proporlo per la prima volta in questo ruolo in Ascoli-Reggina della scorsa stagione, poi Breda proseguì su questa strada). Certamente, comunque, in un assetto difensivo a tre un calciatore con la sua velocità è molto importante. Non a caso, solo in poche circostanze si è seduto in panchina e viene ormai stabilmente impiegato nell’undici titolare. Se migliorerà nell’attenzione e diventerà meno irruento in certi frangenti, potrà davvero fare il salto di qualità.
Excursus a parte, Adejo ha parlato ai microfoni di Regginacalcio.com del pareggio a Portogruaro e della prossima, cruciale, sfida col Cittadella. Ecco le dichiarazioni del difensore nigeriano:
RAMMARICO – «C’è stato grande rammarico immediatamente dopo il fischio finale del direttore di gara. Ci siamo guardati in faccia e ci siamo resi conto che il modo migliore per affrontare la delusione era ricominciare immediatamente e trasformare in slancio l'amarezza dell'1-1 con il Portogruaro. Tuttavia, comunque, siamo convinti che non sia un punto da buttar via, loro attraversavano un momento eccezionale e li abbiamo messi sotto per gran parte dell'incontro. In questa B è importante la costanza di risultati, come dimostra la nostra classifica».
GARA CRUCIALE - «Abbiamo una voglia matta di tornare in campo. Ci stiamo preparando intensamente, mettendo sui campi del Sant'Agata l'entusiasmo di sempre e l'attenzione che il mister pretende. Sappiamo che siamo alle porte di una gara cruciale, con il Cittadella vogliamo l'intera posta in palio. Hanno uomini importanti, Piovaccari e Job su tutti, ma non dobbiamo temere nessuno».
AL GRANILLO NON SI PASSA - «Il Presidente ha detto che dobbiamo costruire al "Granillo" il nostro sogno playoff. Sono d'accordo con lui. Lo dice la parola stessa: "giochiamo in casa". Ecco, siamo a casa nostra, ed a casa nostra non deve passare nessuno. Da qui a fine stagione, nel nostro stadio, giocheremo gare fondamentali: la nostra gente può dare realmente il proprio contributo per trascinarci verso l'obiettivo»


