LA CRONACA DI REGGINA-LECCE 2-4
LE FORMAZIONI- Breda propone qualche variazione rispetto alle formazioni annunciate alla vigilia. Gioca Cascione in difesa, mentre Breda conferma Pagano dietro le due punte, Brienza e Bonazzoli. Completano il 3-4-1-2 amaranto, Marino in porta, Adejo e Lanzaro in difesa, Carmona e Tedesco i due mediani, Vigiani e Costa sugli esterni, Brienza e Bonazzoli il tandem d'attacco. Rizzato parte dalla panchina.
Nel Lecce, De Canio propone un 4-4-2, con Rosati in porta, Terranova e Ferrario in difesa, Belleri e Mazzotta sugli esterni; Giacomazzi e Vives sono i due mediani, Angelo e Mesbah occupano le due fascie, Marilungo e Baclet sono le due punte.
LECCE SOTTOTONO, LA REGGINA CERCA DI APPROFITTARNE- Le due formazioni partono abbastanza bene, con buona personalità e con voglia di far male. Dopo una lunga fase di studio, aprono le danze delle conclusioni, due tiri da fuori di Tedesco, ma Rosati in entrambe le occasioni può dormire sogni tranquilli. Dopo 10 minuti di gioco, Vigiani accusa un dolore al ginocchio ed è costretto a dare forfait: al suo posto in campo Barillà. Il Lecce si propone in avanti al 13esimo minuto, quando Mesbah, molto attivo sulla sua fascia di competenza, mette in mezzo all'area, la difesa amaranto palesa qualche difficoltà nello spazzare la palla e Marilungo potrebbe approfittarne, ma il suo tiro viene ribattuto dal muro amaranto. La gara sfila via tra guizzi e sprazzi di gioco da parte delle due formazioni, con la Reggina decisamente più convincente degli avversari giallorossi. Al 21esimo, l'episodio che fa cambiare la gara. Punizione da centrocampo per la Reggina battuta da Tedesco, Mazzotta sbaglia completamente l'intervento di testa, Barillà stoppa bene e supera con grande freddezza Rosati,: è il vantaggio per la Reggina, 1-0.
LECCE NULLO- Ci si aspetta una reazione da parte della capolista della serie B e invece sembra che i 5 ceffoni ricevuti dal Cittadella sabato scorso, possano ancora pesare sulle menti della squadra pugliese. Errori banali in fase di disimpegno, nonchè nella fase di costruzione del gioco. Mazzotta a sinistra è disastroso, Giacomazzi è un ectoplasma e il primato trema pericolosamente. Ci sarebbe i presupposti per vedere una Reggina arrembante e che possa far male la squadra giallorossa. Ma invece gli uomini di Breda si accontentano, preferiscono un atteggiamento attendista, non propongono degne occasioni per il raddoppio. Tutto molto censurabile per la squadra calabrese, che invece si indispettisce per alcune decisioni dell'arbitro Saccani, alla fine ineccepibilmente corrette. De Canio sembra un leone in gabbia ed è insoddisfatto dell'atteggiamento della sua squadra e cinque minuti prima del riposo sceglie di mandare in campo Munari per il disastroso Mazzotta. Non succede più nulla, il duplice fischio dell'arbitro, manda le squadre al riposo.
DE CANIO RIESCE A CAMBIARE LA GARA- Dopo un inizio di tempo molto sulla falsariga della prima frazione, con un Lecce che fa la gara e la Reggina che lascia tutta l'incombenza di tener palla al Lecce e aspetta rintanata dietro, al 58esimo De Canio decide di mandare in campo David Di Michele. Applausi per l'ex, che si colloca in mezzo a centrocampo e attacco. E' letterlamente il caos per la squadra di Breda, che perde tutte le certezze e sbanda paurosamente. Puntuale il pareggio del Lecce, al 61esimo minuto: perde palla Pagano a centrocampo, Angelo va via sulla destra, cross in mezzo, rinvio sbagliato della difesa reggina, la palla resta lì, Marilungo insacca da due passi, 1-1. Adesso è la Reggina a non esistere più, ad essersi liquefatta e ad aver letteralmente atteso la marcatura giallorossa. Al 66esimo la rete del sorpasso: Missiroli, appena entrato per un polemico ma nullo Pagano, perde palla a centrocampo, Angelo solissimo vaga sulla destra, entra in area e imbecca l'angolo più lontano, con Marino che allunga le lunghe leve, ma non riesce a deviare fuori dallo specchio la sfer: 1-2, vantaggio Lecce.
REGGINA NULLA, IL LECCE METTE AL SICURO I TRE PUNTI- La squadra amaranto continua nel suo assurdo atteggiamento di apatia e nullità. Il Lecce ha campo libero pur senza aver creato nulla di che. La pochezza della squadra di casa è disarmante e non c'è un briciolo o un minimo di reazione. Al 71esimo, Marilungo sfiora il tris con un assist di Di Michele, ma al 76esimo, il giocatore di scuola Samp firma la doppietta: punizione di Mesbah da sinistra, Terranova mette in mezzo, Marilungo a porta vuota insacca l'1-3, il tutto in mezzo alle belle statuine con la maglia amaranto. Non sembra più esserci partita, ma c'è tempo per gli ultimi due guizzi. All'88esimo, Cacia, entrato al 73esimo per Costa, realizza una rete di pregevole fattura, vanificata però dal rapido contropiede di Di Michele, che ridicolizza mezza difesa reggina e cross per Marilungo che anticipa tutti e fissa il punteggio sul 2-4. Per la Reggina è notte fonda, il Lecce mette al sicuro la prima posizione.


