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FRANCO IACOPINO, UNA VITA PER LA REGGINA

FRANCO IACOPINO, UNA VITA PER LA REGGINA
autore
Giovanni Cimino
giovedì 11 marzo 2010, 19:44Reggina

Reggina-Modena varrà per l'ottava giornata di ritorno del campionato di serie B, stagione 2009/2010. Alla fine una partita come tante altre, dove si mescolano le motivazioni di una Reggina che vuole abbandonare le zone basse della classifica e un Modena che vuole restare nelle parti medio-alte della graduatoria. Ma Reggina-Modena  non sarà una partita qualsiasi per una persona: Franco Iacopino, ex indimenticato team manager della formazione amaranto. E'doveroso ricordare cosa ha fatto per la Reggina Franco Iacopino, che è considerata a ragione una istituzione dello sport reggino, una figura che ha affrontato i mitici ma terribili campi della C2, ha affrontato gli anni delle delusioni e dei fallimenti, fino a accompagnare la Reggina fino ai campi della massima serie. A Franco Iacopino, tuttob.com vuole dedicare un significativo ricordo che farà luce ai più giovani e a quelli che dimenticano facilmente( ve ne sono molti), cosa ha rappresentato e cosa rappresenta tutt'ora Franco Iacopino per la Reggina, ma sopratutto il suo amore verso la gloriosa maglia amaranto. Vogliamo proporre un articolo integrale apparso sullo speciale campionato 1997-1999, uscito con "Il Giornale" nell'agosto 1997, scritto da Sergio Delfino:

"Franco Iacopino, 55 anni, laurea in economia e commercio, funzionario dell'Azienda di Promozione Turistica e direttore generale della Reggina Calcio. Una specia di nume tutelare, una divinità sportiva che ha gestito con grande modestia e spirito francescano, traghettando la vecchia A.S. Reggina, fondata nel 1914 dopo il fallimento concordato del 1986-87, verso traguardi nuovi e insperati. Per amore della Reggina fa il pendolare da Milano, dove risiede la famiglia. Delle figlie, una esercita la professione di avvocato e l'altra è lauranda in chimica. Quando il tifo della curva sud si scatena o si ammutina con striscioni significativi, il nome di Franco Iacopino non appare mai, neppure nell'immaginario dei tifosi.

Ha collaborato con quasi 40 allenatori dai nomi prestigiosi come Chiricallo, Scala, Ferrari o Bigon, che sempre hanno richiesto consigli, suggerimenti su cessioni, acquisti e conduzioni tecniche. Iacopino non si è mai tirato indietro. Nel 1962 ha curato il settore giovanile con Oreste Granillo, un vero signore dello sport di recente scomparso e a cui è stato intitolato lo stadio di Reggio. Al fianco l'indimenticabile Dolfine. Dopo tre anni Franco Iacopino viene chiamato come direttore generale della Reggina. Negli anni di crisi, di polemiche e di invasioni di campo da parte dei politici, Franco Iacopino si è prodigato a stroncare e a sopire ogni controversia e se poi la Reggina esiste, gran parte del merito è suo.

Un Caronte calcistico che ha agevolato il passaggio con mano ferma e possente e l'ha remata dal vecchio al nuovo. Per anni, quando non c'era il direttore sportivo, Iacopino ha fattob da tramite contribuendo, date le vaste conoscenze e amicizie nel mondo del calcio, a segnalare i giocatori, sopratutto nel settore giovanile. Trascorre le brevi vacanze a Mezzana, dove la squadra è in ritiro e riesce ad amalgamare i vecchi ceppi come Poli, da otto anni alla Reggina, con ragazzi che provengono dalla C1, C2 o dall'Interreggionale, riuscendo a creare un rapporto umano non comune nel variegato mondo calcistico. Nella Reggina ha fatto di tutto e, nei momenti di difficoltà, aiutava persino il magazziniere a raccattare tutto, dalle vecchie ciabatte ai palloni. In campo siede sulla panchina in silenzio seguendo tutte le fasi dell'incontro con sofferenza intima, quando le cose vanno sopratutto male. Un personaggio che ha fatto una scelta di campo precisa e determinata: amare la propria squadra, che poi significa amare anche la città"

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