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Pro Vercelli, sarà una B con 7 scudetti in più

Pro Vercelli, sarà una B con 7 scudetti in più TuttoB.com
© foto di Francesco Scopece/TuttoLegaPro.com
autore
Cristiana Serangeli
lunedì 11 giugno 2012, 15:07Pro Vercelli

Pro Vercelli, squadra dal passato glorioso, per tornare nel calcio che conta, ci ha messo 64 lunghissimi anni, ma nella giornata del 10 giugno in 90' ha cancellato anni di delusioni, di dirigenze fallimentari, di bocconi amari da digerire per una città dove il calcio è qualcosa di più un semplice sport.

Era una rovente mattinata (e non solo per il clima afoso) di due anni fa, più precisamente il 19 luglio 2010 quando Massimo Secondo, Fabrizio Rizzi e Giancarlo Romairone insieme al preziosissimo aiuto del sindaco Corsaro si riuniscono in fretta e furia per capire se si poteva cambiare denominazione all As Pro Belvedere e trasformarla in Fc Pro Vercelli 1892. Da tre giorni infatti, la Pro Vercelli era stata cancellata dopo l’era Paganoni. Tra l’incredulità di molti l’operazione riesce, l’ok dalla Figc arriva il 6 agosto. La città può ricominciare a sperare, la Pro Vercelli con una nuova denominazione è pronta a dire ancora la sua.

Adesso, a due anni di distanza, le bianche casacche sono in serie B, nel calcio che conta, pronte a vivere nuovamente il derby storico contro il Novara appena retrocesso in cadetteria, un sogno insperato per molti che a tratti può sembrare un miracolo per una squadra che la stagione in Prima Divisione l’aveva vissuta da protagonista grazie al ripescaggio estivo. Si era partiti per centrare la salvezza, ma domenica dopo domenica la squadra  ha dimostrato carattere da vendere ripagando gli sforzi di  una società seria e dai programmi ambiziosi. Massimo Secondo per la sua Pro non ha mai lesinato sacrifici, insieme a Fabrizio Rizzi ha portato avanti la conduzione di questa società in modo esemplare, un'autentica rarità visti i tempi che corrono. C’è poi Giancarlo Romairone, un direttore abilissimo nel costruire un giocattolino perfetto, che sapientemente ha saputo unire giocatori giovani e talentuosi a giocatori più esperti , facendo così di questo giusto mix l’arma vincente che ha condotto i piemontesi a questo successo, senza scordare la mossa vincente operata a gennaio, quando nel mercato invernale, ha portato a Vercelli quel Marco Martini determinante con i suoi gol. Oltre ad una società impeccabile, ad un ottimo direttore sportivo c’è poi mister Maurizio Braghin,l'artefice di quest’impresa. Vercellese d’adozione, non ha mai negato il legame forte che ha con questa città, ieri a caldo dopo la promozione ha affermato che questo successo per lui vale più del vincere uno scudetto con Milan o Inter. Lui, tecnico schietto e che per questa sua caratteristica o si ama o si odia, siederà sulla panchina anche per la prossima stagione, riconfermato come ha annunciato il dg Romairone, insieme a tutto il resto dello staff. Ma il vero cuore e la vera anima di questa promozione, sono i giocatori, una squadra, un gruppo compatto, formato da giovani di belle speranze con una rabbia ed una carica agonistica degna dei più navigati veterani. I nomi che hanno scritto la storia nella finalissima contro il Carpi sono quelli di Marco Modolo, Pietro Iemmello e Simone Malatesta,gli autori delle tre reti. Il primo, Modolo, difensore con il vizio del gol, gettato nella mischia nel ruolo non suo di terzino destro al posto di Bencivenga, con la sua incornata di testa ha siglato l'immediato 1-1, Iemmello, giocatore dalla tecnica indiscutibile, con il suo tap-in griffa il bis, il gol della sicurezza è di un caparbio bomber Malatesta. Nomi e gol che passeranno alla storia e che faranno la storia della compagine piemontese, ieri erano chiamati all'impresa e non hanno mancato questo appuntamento col destino che invece, sembrava già scritto per il Carpi. I meriti sono però tutti di un collettivo capace, contestualmente, di regalare la ribalta ai vari Masi, Bencivenga, Cancellotti, Iemmello che sono già sui taccuini di molti addetti ai lavori ma che la dirigenza cercherà di trattenere, ai giocatori più esperti, come Ranellucci, un autentico muro in difesa e faro guida per molti giovani compagni di reparto, al “settepolmoni” Rosso, al grande cuore di Marconi, al “genio” di Espinal passando per il grande capitano Calvi, tutti resteranno impressi nella memoria dei tifosi bicciolani. Festeggiamenti a non finire per una squadra che è l’orgoglio di un’intera città. Il futuro ora è tutto da scrivere, ma c’è da giurarci, questa Pro Vercelli, arriva in cadetteria per restarci e non si accontenterà di essere una semplice meteora

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