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ESCLUSIVA TB – Rinaudo: “Vi racconto Strefezza. Palermo, serve un vice-Pohjanpalo. Ecco i bomber sui quali punterei in Serie B… Quattro favorite per la promozione e occhio alle neopromosse. Giovani allenatori? Favorevole, a patto che…"

ESCLUSIVA TB – Rinaudo: “Vi racconto Strefezza. Palermo, serve un vice-Pohjanpalo. Ecco i bomber sui quali punterei in Serie B… Quattro favorite per la promozione e occhio alle neopromosse. Giovani allenatori? Favorevole, a patto che…" TuttoB.com
Leandro Rinaudo
© foto di Federico Serra
autore
Marco Lombardi
Oggi alle 09:30Primo piano

Da Strefezza a Cherubini, passando per Pecorino: sono sempre gli attaccanti ad agitare il mercato, spostando soldi, ambizioni e gerarchie. Tutti li cercano, tutti li vogliono, ma quelli forti, oggi più che mai, sono merce rarissima. Di questo e altro ha parlato Leandro Rinaudo, già direttore sportivo di Venezia, Cremonese, Palermo e Mantova, intervenuto in esclusiva ai microfoni di TuttoB.

Direttore, Strefezza al Palermo è un colpo da Serie A? Lei lo conosce bene…

“Sicuramente è un colpo importantissimo. Fui io a portarlo alla Cremonese, in Serie B, nella stagione 2018-19: all’epoca era ancora giovanissimo, veniva dalla Juve Stabia ed era al primo anno in cadetteria. Ricordo che rimasi sorpreso dalla sua maturità, essendo egli già sposato e padre di una bambina. Ero fermamente convinto delle sue potenzialità e la carriera che ha fatto mi ha dato ragione. Detto questo, ribadisco, un colpo straordinario e un investimento importante da parte del Palermo, che ha lanciato un segnale forte alla concorrenza”.

A Inzaghi manca un vice-Pohjanpalo?

“Credo sia importante avere a disposizione un altro attaccante, a maggior ragione tenuto conto del tipo di campionato che deve recitare il Palermo. Direi che è necessario rinforzare ulteriormente la rosa con un altro elemento, che a mio parere serve anche numericamente. Se parliamo di punte centrali, infatti, Inzaghi dispone solo di Pohjanpalo. Certo, Le Douaron può fare il centravanti, ma un’alternativa spendibile manca oggettivamente. Oltretutto mi pare di capire che Brunori non rientri più nei piani del Palermo…”. 

Okereke e Cherubini, il cui arrivo pare questione di ore, quanto alzano il livello del Benevento?

“Tanto. Sono entrambi giocatori di qualità (molto bravi nell’uno contro uno) e intensità. Il primo è in cerca di riscatto, il secondo è giovane ma ha già dato un saggio dei propri mezzi. Anche questi rappresentano colpi importanti. Credo che il presidente Vigorito voglia consegnare a Floro Flores una rosa competitiva”.

C’è un attaccante, in Serie B, per il quale lei sarebbe disposto a fare carte false?

“Gli attaccanti sono sempre più merce rara, essendo difficili da individuare perché ce ne sono davvero pochi. Un giocatore che l’anno scorso mi ha impressionato tanto per la sua crescita è stato Pecorino, profilo di spessore. Poi mi viene in mente Shpendi dell’Empoli, ma anche il gemello del Cesena pur con caratteristiche diverse: sono giocatori ancora giovani ma con un vissuto già importante in una categoria, la serie B, nella quale hanno dimostrato di poter fare la differenza. Senza dimenticare, ovviamente, Pohjanpalo, il re dei bomber cadetti.

Per quanto mi riguarda, comunque, quando devo scegliere un giocatore non guardo solo la parte tecnica o fisica, ma anche il momento (cosa ha fatto l’anno prima, se ha le motivazioni giuste…). Sono tante le valutazioni da fare…”.

La Sampdoria sta investendo molto anche sul settore giovanile: un cambio di rotta rispetto al recente passato, frutto di una nuova impostazione?

“Una visione giusta… Allo stesso tempo però Genova è una piazza importantissima, che necessita di pronte risposte e risultati immediati per riaccendere l’entusiasmo”.

Sono le tre retrocesse dalla A e il Palermo le più autorevoli candidate alla promozione?

“Sulla carta non c’è dubbio, considerato il blasone e il mercato condotto da questi club. Che sono chiamati a vincere per forza. Fermo restando che la Serie B è un campionato meraviglioso ma difficilissimo e imprevedibile, nel quale devi stare sempre con le antenne dritte, quindi per fare bene serve umiltà e fame, oltre beninteso alle qualità tecniche e all’esperienza”.

E l’outsider?

“Le neopromosse dispongono di un atteggiamento positivo, dell’entusiasmo derivante dal salto di categoria e possono contare sul trasporto della gente, che magari non vedeva la Serie B da diversi anni. Detto questo, la B c’insegna che qualche sorpresa c’è (quasi) sempre... L’anno scorso, per esempio, la bagarre salvezza che ha coinvolto anche il Mantova, di cui ero ds, è stata particolarmente dura: abbiamo dovuto lottare con club di grande blasone e molto forti economicamente (Samp, Spezia, Bari…), riuscendo a spuntarla grazie a un grande lavoro d’insieme”.

Che opinione ha di questa ‘nouvelle vague’ di allenatori? Sono addirittura sette i debuttanti in Serie B.

“Io credo nei giovani calciatori e nei giovani allenatori, a patto che abbiano le caratteristiche giuste, compresa una visione di calcio moderna. Quindi non ci trovo nulla di strano. Il tutto, ovviamente, va parametrato al momento e al posto nel quale si fanno le scelte.

Adesso sta per iniziare la stagione ufficiale e non vedo l’ora di verificare con grande attenzione tutte le scelte che i club hanno fatto: sarà per me motivo di aggiornamento e crescita professionale”.

       

   

 

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