ESCLUSIVA TB – Foresti: “Il Monza non può sbagliare, ma occhio alle sorprese. Aquilani merita la A, era sul taccuino anche del mio Catanzaro, e Abate è un predestinato. Bari delusione totale. Playoff di C? Ho visto un grande Brescia…”
Monza-Catanzaro, finale di ritorno dei playoff di Serie B, non sarà una partita qualsiasi per Diego Foresti. Cuore diviso a metà – 5 anni da team manager in Brianza, quattro da direttore generale in Calabria –, un battito che non si spezza: ai microfoni di TuttoB, il 54enne dirigente orobico ha detto la sua sull’ultimo round della stagione cadetta e sugli altri temi caldi del momento.
Direttore, per il Catanzaro quella di Monza è una missione possibile o impossibile?
“Il calcio riserva grandi sorprese e una partita va sempre giocata, indipendentemente dal risultato maturato all’andata. Certo, il Monza ha dimostrato al ‘Ceravolo’ di essere una squadra forte, che merita la categoria superiore. Anzi, avrebbe meritato di salire direttamente. Ho visto i biancorossi tante volte quest’anno e presumo che non possano sbagliare una partita importantissima come quella di domani sera”.
Lei vanta trascorsi su entrambe le sponde: che ricordi ha delle due piazze?
“Sono stato cinque anni a Monza e quattro a Catanzaro. Anni meravigliosi. In entrambi i casi caratterizzati da risultati eccellenti. Chiaramente Catanzaro è il mio passato recente, però ogni volta che vado allo stadio di Monza i tifosi della curva mi ricordano con tanto affetto. Ho un ottimo rapporto con entrambe le tifoserie e le città, ma soprattutto dei bei ricordi sul piano professionale”.
Comunque vada la finale, per Aquilani sembrano spalancarsi le porte della Serie A.
“Ha fatto un grandissimo lavoro, non era facile arrivare a giocarsi la promozione in una finale playoff. Aquilani ha dimostrato coi fatti di essere un allenatore di categoria superiore; già ai tempi della Primavera della Fiorentina aveva lasciato presagire un futuro importante, non a caso io, il ds Magalini e il presidente Noto ci avevamo fatto un pensierino qualora Vivarini avesse lasciato il Catanzaro. Aquilani era sul nostro taccuino. Adesso tante squadre lo vogliono, sicuramente farà la scelta giusta. Certo, dovesse arrivare una chiamata dalla Serie A, sarebbe difficile dire di no”.
Lei ha definito Ignazio Abate un ‘predestinato’: se lo aspettava già così impattante al primo anno in B?
“Assolutamente sì, perché è un allenatore bravo, competente, un grande lavoratore, che si applica molto ed è fautore di un’idea di gioco ben precisa. Ho avuto il piacere di lavorare insieme a lui a Terni ed ero sicuro che avrebbe fatto bene quest’anno con la Juve Stabia. Così come, effettivamente, è stato, avendo egli sfiorato la finale playoff. Non credo resterà a Castellammare, perché lo seguono squadre molto importanti e blasonate, ma farà bene ovunque andrà”.
Cambiamo argomento. Con la retrocessione del Bari, la Puglia sparisce dalla geografia della cadetteria.
“Il Bari ha deluso tantissimo… Nonostante i continui cambi di allenatori e direttori sportivi, la squadra non è mai riuscita a cambiare rotta. Un’annata storta, partita col piede sbagliato e finita con una retrocessione sanguinosa. Bari è una piazza straordinaria, che merita ben altre categorie. Ora De Laurentiis, da grande imprenditore qual è, cercherà di rimettere le cose a posto perché Bari, stante il bacino d’utenza di cui dispone, non può fare la C.
Oltretutto l’anno prossimo il girone C sarà infernale, poiché oltre al Bari ci saranno ancora la Salernitana, il Catania… Insomma sarà difficilissimo vincere subito, dal momento che sale direttamente soltanto una squadra”.
A proposito di Serie C, Ascoli-Union Brescia è la finale playoff: chi la spunterà per la quarta promozione in B?
“Non c’è una favorita, sono entrambe squadre forti che hanno disputato un ottimo campionato. Qualcosina meglio l’Ascoli che, nella stagione regolare, aveva recuperato uno svantaggio enorme agganciando l’Arezzo al comando della classifica. Sarà una partita apertissima.
Sono andato al ‘Rigamonti’ a vedere Brescia-Salernitana e devo dire che la squadra di Corini mi ha impressionato: sta bene fisicamente ed è messa molto bene in campo. L’Ascoli uguale. Sarà una grande finale, sia all’andata che al ritorno: direi che hanno il 50% di possibilità entrambe di centrare la promozione in Serie B”.
Come ha accolto il fallimento della Ternana, di cui lei fu direttore dell’area tecnica?
“È un tasto dolente, eviterei volentieri di parlarne… Nei miei due anni di Ternana, purtroppo, ho incontrato tante persone che hanno fatto il male di questa società. Quindi, considerato che sono cambiate tantissime proprietà e nessuna ha fatto meglio dell’altra, è cominciata male e finita peggio. Ovviamente dispiace per la città e la tifoseria perché non meritavano un epilogo del genere. Comunque le responsabilità sono di tutti: dalle istituzioni ai presidenti… Ognuno ci ha messo del suo”.
La Cremonese, retrocessa in B dopo un solo anno nell’Olimpo del calcio, saluta Vardy e punta su Stuckler, capocannoniere del girone A di Serie C, di cui si dice un gran bene.
“Vardy ha fatto gol in Premier, in Champions, in Serie A e chi più ne ha più ne metta, quindi al momento il paragone sarebbe azzardato. Sta di fatto che Stuckler è un grande attaccante, l’ha dimostrato quest’anno, e ha ancora dei margini di crescita importanti: in B può fare bene”.


