ESCLUSIVA TB – Calori: “Venezia, bravo Stroppa. Più Monza che Frosinone per il secondo posto, ma… Avellino di rincorsa: playoff possibili. Empoli, che combini? Ora il calendario fa paura. Arezzo, prenditi la B”
Dal Venezia che si prepara alla fest(A) alla lunga attesa dell’Arezzo, a un passo dal ritorno in Serie B 19 anni dopo, passando per il braccio di ferro al secondo posto tra Monza e Frosinone, il ruggito playoff dell’Avellino e il calendario da brividi dell’Empoli pericolante. Ai microfoni di TuttoB è intervenuto Alessandro Calori.
Mister, il Venezia potrebbe festeggiare la Serie A già sabato in caso di sconfitta di almeno una tra Monza e Frosinone. Per Giovanni Stroppa sarebbe la quarta promozione, oltretutto con squadre diverse, nel massimo campionato.
“In Serie B è uno degli allenatori più bravi. Certo, ha sempre avuto squadre importanti, però questo Venezia l’ha plasmato lui, inculcandogli la propria filosofia, fatta di gioco palla a terra, ampiezza, pressing alto e costruzione dal basso. L’eventuale promozione, sarebbe assolutamente meritata”.
Alle spalle della capolista è appunto braccio di ferro tra Monza e Frosinone per il secondo posto che vale la Serie A diretta.
“Vedo il Monza leggermente avvantaggiato, però il Frosinone, di cui tanti vaticinavano un rallentamento, ha dato dimostrazione di poter resistere fino alla fine. Per qualità dell’organico il Monza ha qualcosa in più: è una squadra forte, quanto il Venezia. Mentre i ciociari, che hanno tanti giovani interessanti, stanno disputando un campionato inaspettato e sono meritatamente in corsa per la promozione diretta. Detto questo, non trascurerei nemmeno il Palermo che, seppur attardato, potrebbe approfittare degli inciampi altrui”.
Chi potrebbe arpionare, invece, l’ottavo posto, l’ultimo rimasto contendibile in chiave playoff.
“Il Cesena, col cambio di allenatore, ha perso certezze: è iniziato un ciclo nuovo e la squadra fatica a ritrovarsi. Diversamente, l’Avellino viene di rincorsa: fino a poco tempo fa non sperava nei playoff, invece adesso, complice l’esperienza di Ballardini e un ambiente che può fare da traino, ha le carte in regola per giocarsela. E alla fine potrebbe farcela. Anche la Carrarese, comunque, è una squadra tosta e non va esclusa dalla corsa”.
Ha destato scalpore il 6-1 incassato dal Sudtirol al ‘Picco’ contro lo Spezia fanalino di coda. Un incidente di percorso o piuttosto un segnale preoccupante, nel contesto di una lotta per non retrocedere che, a questo punto, coinvolge anche gli altoatesini.
“Un risultato così eclatante è sorprendente, perché la squadra di Castori non ha mai avuto grandi cedimenti; il fatto che sia maturato proprio alla fine del campionato, oltretutto contro uno Spezia che in precedenza non aveva mai segnato tanti gol, potrebbe anche essere un campanello d’allarme, ma a mio parere si è trattato di un’eccezione”.
Rischia grosso l’Empoli (+1 sui playout), atteso da due trasferte sulla carta proibitive nelle ultime tre giornate: Venezia e Monza.
“Eh sì… La situazione in coda è caotica e indecifrabile, vedendo tante squadre racchiuse in un fazzoletto di punti e ancora molti scontri diretti. L’Empoli ha queste due partite fuori casa che non definirei proibitive, ma certamente difficilissime. È chiaro che dovranno far bene i conti e avere nervi saldi per venirne fuori, diversamente faranno fatica a salvarsi… Peccato, perché l’Empoli è una società modello, che ha insegnato come fare calcio, ha lanciato tanti giovani e quando è retrocessa dalla A è quasi sempre risalita subito…”.
L’Arezzo riuscirà a spuntarla di corto muso sull’Ascoli, tornando in quella Serie B da cui manca da 19 anni?
“Io sono aretino e posso garantire che in città c’è tanto entusiasmo. L’attesa di tornare in Serie B a distanza di tantissimi anni è spasmodica. Allo stadio, domenica, ci sarà una cornice di pubblico bellissima e coinvolgente. Occhio però alla Torres, che deve far punti per evitare i playout e venderà cara la pelle. Nel calcio non c’è mai nulla di scontato. Ad ogni modo credo che l’ambiente e la voglia degli amaranto di raggiungere l’obiettivo faranno la differenza. Per l’Arezzo è un’occasione imperdibile. Non può fallire. Sarebbe un dramma sportivo, soprattutto dopo il grande campionato che ha fatto”.
Quali le sue favorite per la quarta promozione dalla C, attraverso i playoff?
“Difficile a dirsi, perché sono tante le squadre forti… Nel girone C ci sono realtà importanti come Catania e Salernitana, che se la giocheranno, nel raggruppamento A c’è l’Union Brescia e nel B, ove dovesse sfumare la promozione diretta, l’Ascoli, che viene da un filotto di 10 partite vinte. Nei playoff, però, si azzera tutto. A me è capitato col Trapani, quando fummo in lizza con Lecce e Catania per la promozione diretta in Serie B, ma giungemmo terzi e poi venimmo eliminati dal Cosenza (quinto, a -14 da noi in campionato), vincitore dei playoff.
Il fatto è che se finisci la stagione a ridosso del primo posto, devi aspettare un mesetto prima di tornare in campo… Lì è importante mantenere una condizione psico-fisica al top. Ci sono tante variabili, nulla è scontato”.
Virtualmente retrocesso in B il Pisa, ultimo a braccetto col Verona nel massimo campionato. Due vittorie in 33 partite sono lo specchio di una società non ancora pronta per la Serie A?
“Sicuramente qualcosa hanno sbagliato… La rosa probabilmente non era adeguata alla Serie A, nonostante alcuni giovani interessanti come Angori e Canestrelli… Quando ti riaffacci alla massima categoria dopo tanti anni di assenza, non è facile. A livello dirigenziale è evidente che sono stati commessi degli errori…”.


