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Sottil: "Questa squadra deve riaccendere il carattere"

Le parole del nuovo tecnico alla viglia del match contro il Perugia
09.07.2020 12:36 di Riccardo Camplone    per tuttopescaracalcio.com  

Presentato alla stampa il nuovo allenatore del Pescara Andrea Sottil, alla vigilia del match interno contro il Perugia in programma alle ore 21:00. Le parole del nuovo tecnico, chiamato al posto di Nicola Legrottaglie: "Mi sento di ringraziare il Presidente Sebastiani e il DS Bocchetti che mi hanno scelto per guidare il Pescara per queste partite. Non penso al futuro, penso solo a fare bene da qui alla fine, il resto non è nei miei pensieri. Calciatore e allenatore sono due mondi diversi. Cerco di passare ai ragazzi il messaggio che il calcio è sempre lo stesso. Ci vogliono agonismo, fame e determinazione prima di ogni cosa. Poi ci vuole organizzazione ma, prima, vengono quelle tre cose. Non basta solo quello, certo, ma ci tengo. Tempo non ce n’è, però conosco bene il Pescara. In questi giorni ho cercato di mettere i giocatori nelle posizioni più consone alle loro caratteristiche. È un’ottima squadra ma ho dovuto lavorare soprattutto sull’aspetto mentale. Se sono qui, vuol dire che qualcosa da cambiare c’è. Non giudico i lavori dei miei colleghi perché non è giusto. Ho visto subito un atteggiamento mentale e caratteriale da riaccendere. Ho visto uno spogliatoio un po’ scarico, spento. Conto molto sui giocatori esperti. Per me queste sei partite sono cruciali, nell’immediatezza posso solo rimettere i giocatori al loro posto ma c’è bisogno di tutti. Ci vogliono l’esperienza del vecchio e la sfrontatezza dei giovani. La situazione con Di Grazia è troppo lunga da spiegare. Con lui ci siamo chiariti. Una squadra di calcio deve avere dei principi che debbano essere sempre gli stessi. Poi ci vuole un piano B ma, il sistema di gioco, deve essere ben chiaro e sempre quello. C’è bisogno di tutti, nessuno escluso. Palmiero è il vero play di questa squadra. Lo conoscevo già ed è quello il suo ruolo naturale. Del Perugia conosco bene l’allenatore ma la partita la dobbiamo fare noi. Io sono per i principi del calcio, la differenza la fa la testa. Per me un allenatore deve essere unico, poi prende un po’ da tanti ma Spalletti, per me, è stato importante. È un allenatore geniale. Sono stato scelto e pagato per fare delle scelte e con i giocatori devi essere sincero e diretto. Poi le modalità cambiano da giocatore a giocatore ma bisogna essere sinceri. Per me vale solo la meritocrazia. Se chiedo a un calciatore di giocare 5 minuti deve fare i buchi in campo.” 
 


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