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Padova, tra orgoglio e pregiudizio: è tempo di reagire

Padova, tra orgoglio e pregiudizio: è tempo di reagire TuttoB.com
© foto di Luigi Gasia/TuttoNocerina.com
autore
Alberto Neglia
venerdì 28 marzo 2014, 19:00Padova

Così proprio non va, non c'è giustizia né pudore nel delirio padovano che, adesso, è sotto gli occhi di tutti. Nessuno avrebbe profetizzato il destino di un Padova in ginocchio, dopo la Caporetto contro il Cittadella e il successivo arresto in casa contro la Juve Stabia, pure inguaiata fino al collo. Ora la trasferta di Lanciano diventa di importanza cruciale, coi biancoscudati che dovranno immolarsi pur di guadagnare tre punti, vitali per restare ancora a galla. Se bastasse una sola vittoria, si potrebbe parlare di normalità, con il Padova ancora in B, fedele a una tradizione calcistica onorevole e coerente con la propria dimensione. Ma per arrivare a sospirare di sollievo e districarsi dal presente spinoso e ostile, serve di più: la classifica non conosce misericordia ed è lì spietata, a fare da promemoria; serve rialzarsi e non c'è più spazio per le riflessioni.

Sono otto i punti a dividere il Padova dal Novara – adesso salvo – e solo una la vittoria nelle ultime cinque partite. Un bottino inconsistente, che non gratifica il lavoro fatto finora. Il tecnico Serena insorge e risponde piccato a chi gli domanda di eventuali dimissioni; lui non abbandona la nave, sebbene l'ennesima sconfitta potrebbe rimuoverlo dal timone definitivamente. Padova teatro di notti in bianco- come quelle di Almici – e vittima di se stessa. Tra l'orgoglio di una piazza che teme di scoprirsi, d'un tratto, in emergenza e il pregiudizio di chi non crede più nella sua salvezza: è tempo di vincere di nuovo, è tempo di reagire.