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Padova, Calabro: “A prescindere dal modulo, importante è l’atteggiamento. Questa squadra sa lottare”

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Redazione Milano
Oggi alle 20:00Padova
autore Redazione Milano
30.10.2026 20:00Padova
FotoTuttoB.com
© foto di Federico Serra

Vigilia Catanzaro-Padova Mister Calabro: “A prescindere dal modulo, importante è l’atteggiamento. Questa squadra sa lottare”

Qual è la situazione degli infortunati e se ci sono recuperi dell’ultimo minuto dopo le due vittorie consecutive?

Non recuperiamo nessuno in extremis. Nelle ultime due gare abbiamo avuto qualche acciacco di troppo che ha lasciato il segno, ma abbiamo ancora un giorno o un giorno e mezzo per cercare di avere tutti al massimo. La cosa comunque non mi preoccupa perché ho una rosa ampia e con giocatori affidabili sotto tutti i punti di vista.

Il cambio tattico dell’ultima partita (rinuncia agli esterni) è stato un accorgimento specifico o legato alle condizioni dei singoli? Verrà riproposto?

L’esperienza e la conoscenza del mestiere mi hanno portato ad avere la lucidità per fare degli accorgimenti non solo tecnici o tattici, ma anche fisici e mentali. La squadra è stata costruita per il 3-5-2, ma con gli stessi elementi si possono fare tutti i sistemi di gioco. Il modulo conta poco se alla base mancano l’atteggiamento, la grinta e la “bava alla bocca”, come si è visto ad Avellino e contro il Südtirol. Per quella specifica partita è stata pensata quella soluzione; non significa che verrà sempre riproposta, ma dimostra che abbiamo trovato risposte ai nostri problemi e che la squadra sa adottare più soluzioni quando ce n’è bisogno.

Oltre all’atteggiamento, in quale aspetto della partita vorrebbe vedere un ulteriore salto di qualità già da domani?

Voglio che la squadra continui a stare alta anche nelle difficoltà, senza avere il freno a mano mentale che la porta ad abbassarsi per timore. Se ci si abbassa, deve essere per merito dell’avversario e non per nostra scelta. Uno step in più riguarda la gestione dei momenti: quando gli avversari alzano l’intensità, dobbiamo saper gestire il possesso palla per far correre gli altri e recuperare energie. Dobbiamo saper leggere le fasi della partita, capendo quando verticalizzare e quando amministrare il ritmo.

Che Catanzaro vi aspettate dopo l’arrivo in panchina di Mignani?

Mignani ha avuto un solo giorno di allenamento prima della gara di Benevento e ha cambiato il meno possibile. Per la sfida contro di noi ha avuto quattro giorni per lavorare, quindi ci possiamo aspettare di tutto. Affrontiamo una squadra che fa la Serie B da anni arrivando ai play-off e mantenendo un gruppo storico di livello. Mignani ha spesso proposto il 4-3-1-2 o il 3-5-2, dando alle sue squadre un’identità compatta, aggressiva e veloce nel ripartire. Non abbiamo certezze sul modulo che sceglierà, ma siamo pronti ad affrontare sia una difesa a tre sia una a quattro.

La maggiore compattezza vista recentemente ha funzionato: quanto è importante dare continuità a questo percorso a Catanzaro?

Quando un allenatore dopo diverse gare cambia qualcosa, è perché individua delle crepe nel lavoro svolto in precedenza. Era il momento di rischiare e cambiare, il che dimostra che la squadra riconosce più sistemi di gioco in entrambe le fasi. La cosa fondamentale è dare continuità soprattutto nell’atteggiamento e nel nostro DNA, mantenendo le antenne dritte per non ricadere negli errori del passato.

Che valore ha il lavoro di sacrificio chiesto a Moro e qual è la mentalità richiesta a tutta la squadra?

Moro è molto convinto e motivato in quel ruolo. Nel calcio moderno nessuna squadra può permettersi giocatori che non partecipano attivamente alla fase di non possesso. Ho chiesto un gioco di sacrificio agli attaccanti perché quello che rende una squadra forte è l’apporto di tutti. Moro è passato dai fischi agli applausi nel giro di due settimane ed è tutto merito suo e della sua disponibilità. Per domani pretendo continuità sotto questo aspetto: sappiamo cosa significa attraversare momenti difficili e non vogliamo ritornarci. (Conferma inoltre di aver pranzato e di essersi confrontato con la proprietà).

Che accoglienza si aspetta a Catanzaro, avendo allenato lì in passato?

Catanzaro è una piazza splendida in cui ho allenato 4-5 anni fa. All’epoca, a causa del Covid, non ho potuto vivere appieno il calore dello stadio, ma ho trovato una piazza, una tifoseria e una proprietà eccezionali con cui mi rincontro sempre molto volentieri.

Fonte: www.padovacalcio.it

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