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Padova, Benedetti: "La difesa inizia dall'attacco, ai play-off ce la si gioca. Abbiamo cambiato tanti allenatori ma noi diamo sempre il massimo"

04.04.2014 15:20 di Elisa Donatini  Twitter:    articolo letto 585 volte
© foto di Nicolo' Zangirolami/Image Sport

Il difensore del Padova Simone Benedetti ha rilasciato delle dichiarazionie a “Padovasport.tv”, in una trasmissione andata in onda ieri sera.

Il giocatore si è espresso così riguardo allo Spezia: “Lo Spezia è una squadra di altissimo livello. Il loro obiettivo sono i playoff, per poi andare in A. E' una squadra nuova, più giovane rispetto all'anno scorso. Sono ragazzi talentuosi e che hanno voglia di emergere. Dovremo mettercela tutta. Allenatori? Sono abituato a cambiarne. Nella mia carriera ne ho cambiati una decina, basta vedere le stagioni a Gubbio e a La Spezia in cui ho giocato. Ho vissuto stagioni davvero tribolate, un po' ormai ci sono abituato. Quest'anno ho lavorato con tre allenatori, tutti molto bravi. Ora speriamo di salvarci con Serena, che avevo già avuto allo Spezia. Il suo esonero all'epoca? Eravamo in una posizione tranquilla, ma la società ha preso questa decisione. Volpi, il presidente dello Spezia, è molto ambizioso. In Liguria con Serena ho avuto la possibilità di giocare, anche grazie a squalifiche e infortuni vari dei miei compagni di squadra. Davanti avevo Schiavi e Goian, i quali mi hanno sempre dato una mano".

Benedetti ha poi parlato della difesa e degli errori fatti nel derby: “Cambiare uomini in campo? Contro il Cittadella abbiamo giocato con gli stessi uomini rispetto alla vittoria di Varese. Il tecnico Serena durante la settimana ci vede in allenamento e prende le sue decisioni, stavolta è “facilitato” anche dalle squalifiche. Kelic? Mi trovo bene con lui. All'inizio è normale che ci siano state delle difficoltà, come contro il Modena, ad esempio, ma poi siamo riusciti ad amalgamarci bene trovando una buona intesa. Ho giocato praticamente in coppia con tutti i difensori che il Padova ha avuto quest'anno, da Legati a Santacroce, da Carini a Kelic... Il derby? Di spiegazioni ce ne sono poche. Abbiamo tutti fatto una brutta prestazione, non abbiamo dato il massimo. Loro avevano più fame di noi, cosa che in un derby non deve succedere. Bravi loro, ma è anche stata colpa nostra. Per la sfida di sabato siamo concentrati. Il mister ci dice sempre di ricordare il derby. Andremo a La Spezia con la stessa mentalità e la stessa convinzione delle gare contro Varese e Lanciano, anche perché il mister ci sta tartassando sotto questo punto di vista".

Il giovane giocatore in prestito dall’Inter ha raccontato alcuni punti della sua carriera: "La mia carriera? Ho giocato nelle giovanili del Torino, poi all'ultimo anno di primavera sono passato all'Inter. Ho avuto la fortuna di essere stato convocato per il Mondiale per Club che abbiamo vinto contro il Mazembe. E' stato un sogno vivere un'atmosfera così importante. Ho ammirato Lucio e Samuel e ho instaurato un bel rapporto con Cordoba, con il quale avevo giocato nel Trofeo Tim nel precampionato, e mi ha dato tanti consigli. Mio padre? Non ha mai influenzato le mie scelte, come ad esempio nel passaggio dal Toro all'Inter, e per questo lo ringrazio. Ovvio, anche lui mi dà consigli, ma senza intralciare la mia vita calcistica. Ritorno all'Inter? Sarebbe il sogno di qualsiasi calciatore".

Il difensore ha affrontato l’argomento allenatori a Padova: "Marcolin? Si, con lui non ho giocato molto, siamo in tanti, lui ha fatto delle scelte e va bene così. Mi è dispiaciuto il rendimento nelle prime sette partite e mi è dispiaciuto per il suo esonero. Mutti? Non avevo nulla contro di lui. Noi ci allenavamo sempre con la stessa determinazione che avevamo sotto Marcolin e che abbiamo ora con Serena. Diamo il massimo con ogni allenatore anche perché abbiamo tutti lo stesso fine: la salvezza. Delegazione? Non mi interessa, non ho nulla da dire perché è un episodio che non mi riguarda. E' stata una cosa che mi hanno detto e che non ho approfondito".

Dei tifosi ha detto: "I tifosi? C'è molta passione. Qui sto molto bene, è una bellissima piazza, quando mi si è presentata l'occasione di venire a Padova l'ho colta al volo. E' bello vedere il pubblico cantare dal primo all'ultimo minuto. 

Infine il centrale difensivo classe ‘92 si è espresso riguardo ai moduli da schierare in campo e alla classifica in generale: "Due o quattro centrocampisti? E' indifferente. La difesa inizia dall'attacco. Se gli avversari arrivano vicino all'area è anche merito loro e dei loro moduli di gioco. Ci troviamo bene sia a due sia a quattro centrocampisti. Il Novara? Penso che a parte Palermo ed Empoli, con le altre ce la si gioca. Il Novara ha recentemente fatto la Serie A, e ciò ci stimola ancora di più".

 


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