Modena, rifiutata l'offerta di Samorì
La risposta all’offerta formulata nella riunione di lunedì sera dall’avvocato Samorì e spiegata nei dettagli ieri su queste colonne, arriverà in giornata. Ma non sarà quella auspicata dal legale che rappresenta Piazza Grande, il gruppo che riunisce 19 imprenditori modenesi. Lo ha fatto capire il vice presidente del Modena, Maurizio Rinaldi, nel corso della trasmissione di Trc ’Barba e Capelli’.
"Siamo rimasti un po’ spiazzati - ha detto - visto che si era sempre parlato del loro ingresso con l’inizio dell’anno nuovo"
A questo punto quale sarà la vostra strategia?
"L’avvocato Grana sta preparando una risposta, ma torneremo a chiedere un loro ingresso a gennaio, quantificando un tetto massimo di perdite da coprire in proporzione alle quote che rileveranno".
Lei ritiene che la situazione di classifica del Modena possa aver messo paura ai vostri interlocutori?
"Questa trattativa è in piedi dalla seconda giornata di campionato, dopo la trasferta di Ascoli. Sarebbe sbagliato a mio parere legare tutto ai risultati, anche se ultimamente nei vari incontri qualche accenno alle ultime partite non del tutto positive è stato fatto".
Sarebbe stato importante per voi conoscere i nomi di quei 19 imprenditori?
"Almeno a noi potevano comunicarli".
C’è comunque una logica in questa richiesta di Piazza Grande: entrare in un treno in corsa ha anche delle controindicazioni, visto che voi siete i responsabili di questa stagione.
"Una precisazione prima di tutto. Se anche loro dovessero entrare l’1 gennaio, la gestione resterà sempre a Ghirlandina fino alla fine del campionato. Io la soluzione la porrei in modo diverso fissando un tetto delle perdite, partecipando alla valorizzazione di alcuni calciatori. Così ci sarebbero oneri e onori".
Pare di capire che comunque l’ingresso di Piazza Grande dall’1 gennaio è la condizione necessaria per proseguire il dialogo.
"Direi di sì. Ripeto, siamo rimasti un po’ spiazzati da questa richiesta".
C’è il rischio che restiate anche da soli. Con Cpl che nell’anno nuovo salirà all’80% del Modena.
"Se non andrà in porto questa trattativa, riprenderemo il discorso con altri imprenditori, quelli ormai noti a tutti, ai quali abbiamo chiesto di aspettare in attesa di capire come sarebbe andata con Samorì. Quanto a Cpl, l’input del nostro consiglio è quello di ridimensionare la nostra partecipazione, ma non è un problema da affrontare nell’immediato".
E in futuro?
"Credo che l’unica strada alternativa sia quella di riuscire ad avere 7-8 imprenditori al 10%, in modo da permettere a Cpl di scendere al 30%. Inoltre non scarterei la strada dell’azionariato popolare. Insomma ci deve essere una maggiore partecipazione da parte del territorio perchè di Amadei e di Squinzi ce ne saranno sempre meno".
Lei ha parlato delle perdite di quest’anno. Quale sarà il disavanzo da gennaio a giugno?
"Abbiamo previsto un milione e cento mila euro".
Però, se non entra nessuno che riflessi ci saranno sul mercato?
"Qualcosa faremo, abbiamo stanziato un budget all’interno di una logica tecnica e aziendale".


