Modena, quelle canzoni stonate...
Il Modena è ancora alla ricerca della propria identità e si mantiene in quota di galleggiamento nella pancia della classifica. I numeri dicono che l’avvio è stato sufficiente e l’equilibrio regna sovrano: in 7 partite i canarini hanno ottenuto 2 vittorie, 2 sconfitte e 3 pareggi, segnando 8 reti e subendone altrettante. Sette giornate di campionato iniziano ad essere un campione valido per tirare alcune somme e hanno evidenziato un andamento ondivago dei gialli, evidenziato anche all’interno degli stessi 90 minuti. POLLICE SU La partita con il Verona, in particolare il secondo tempo, è stata di sicuro la migliore prestazione. Nella ripresa il Modena ha giocato con il baricentro alto; le punte, con continui tagli, erano una spina nel fianco dei difensori scaligeri così come il supporto offensivo degli esterni. Lo stesso si è visto, seppur in tono minore, nel primo tempo con il Varese, durante il quale è mancato solo il gol. Queste le gare migliori del Modena dal punto di vista offensivo. Eppure le vittorie sono arrivate in maniera diversa: contro Ternana e Livorno si è vista la perfezione a livello difensivo, un tema tattico che al momento pare essere quello in grado di dare più frutti e cioè attendere l’avversario e colpirlo al momento opportuno. Un calcio assai cinico e di certo non spettacolare che però ha portato punti.
POLLICE GIU’ Al contempo il Modena ha avuto anche blackout, in cui, senza mai crollare di fronte all’avversario – è giusto sottolinearlo –, ha compromesso le partite. Il primo tempo di Pescara, la prima mezz’ora di Reggio Calabria e, al di là di Pinzani, la gara del Rigamonti: partite in cui gli uomini di Marcolin hanno sbagliato l’approccio e concesso l’iniziativa agli avversari, senza essere in grado di ribaltare l’azione e diventare pericolosi.
CONTINUITA’ La continuità, oltre alla ricerca di un’azione più fluida, sono i principali obiettivi che si porrà Marcolin. Riuscire a mantenere lo stesso rendimento per 90 minuti è difficile se non impossibile, perchè in campo ci sono gli avversari e finora il Modena ne ha incontrati alcuni assai validi, ma diventerà fondamentale non sbagliare i primi minuti di gara, specialmente in trasferta. Andare fuori casa e mettersi da subito nella metà campo avversaria è un segnale chiaro, una dimostrazione di forza che una squadra con ambizioni deve avere nel suo dna. Per farlo, però, oltre alle doti tecniche, ci deve essere personalità e consapevolezza della propria forza.


